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DI PIERO GURRIERI

Non ne rimarrà nemmeno uno

Prima Totò, ora Michele, domani chissà, forse non ne rimarrà nemmeno uno.
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Ma soprattutto: meno male che ci sono ancora dei Pubblici Ministeri liberi. Perché, senza uffici requirenti capaci di lavorare anche controvento, oggi avremmo soltanto una cappa di silenzio e impunità. E a quel punto, i delinquenti, compresi quelli in giacca e cravatta, gessato e Rolex al polso, si muoverebbero in libertà. Non nel senso nobile del termine. Libertà nel senso di manovra e scambio, di piegare le istituzioni e il denaro pubblico all’interesse personale e di singoli, di trattare la cosa pubblica come la loro privata riserva di caccia. E libertà di rubare.
Ora, andiamo a noi
La notizia arrivata adesso da Caltanissetta non è solo giudiziaria, ma politica. Quando una procura chiede di arrestare un deputato rompe un tabù, dice che in una democrazia non ci sono intoccabili. Che se qualche onorevole sbaglia, paga come il più umile dei cittadini. Che ci sono cose che non si possono fare: contributi, associazioni, eventi farlocchi, fatture, passaggi di denaro e favori “invisibili”. E porcate che spesso diventano normali, perché nessuno controlla e nessuno paga.
La presunzione di innocenza è un cardine della nostra civiltà giuridica: non si lincia nessuno prima di una sentenza definitiva e non si scrivono sentenze sui social, e questo vale anche per Mancuso, libero di poter dimostrare, se ne è in grado, la propria estraneità. Sarà un giudice alla fine a decidere, e potrebbe accettare o respingere la richiesta dei Pubblici Ministeri. Richiesta che, però, un giorno potrebbe in futuro nemmeno esserci se passasse la legge Nordio, che porrebbe i Pubblici Ministeri nelle mani della politica legando loro le mani. Ed ecco perchè bisogna dire di NO.
Dire di no a quella parte della politica che non sogna una giustizia più efficiente ma una giustizia più docile, Tribunali innocui, controlli più deboli. Per potersi muovere in libertà. E invece NO. Prima la richiesta di arresto per Totò Cuffaro, ora queste altre. Basta, non può bastare che si eliminino da soli.
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La Sicilia ha invece bisogno di un’altra aria: trasparenza, tracciabilità, controlli, bandi limpidi, rendicontazioni serie. Ha bisogno di cultura e spettacolo non di mancette. Ha bisogno di politica, non di intermediazione clientelari, parassitarie, consociative, ammiccanti e accomodanti. Ha bisogno di istituzioni serie e di dirigenti limpidi.
E per questo, due cose dico senza giri di parole. La prima: presidente Schifani, non pensa sia giunta l’ora?
E poi: Amici, meno male che c’è la magistratura!
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Piero Gurrieri tra la gente
16 Gennaio 2026
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Foto da “La Repubblica”