L’asse del disonore. L’Internazionale nera in video pro Orban

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

L’asse del disonore. L’Internazionale nera in video pro Orban

La vergogna non ha più livelli. Non ha più limiti. Ha preso il largo. È diventata sistema. Nessuna sorpresa, solo la conferma di ciò che siamo diventati. Basta guardare il video elettorale in cui il campione mondiale del sovranismo cristiano-europeo si fa incoronare da una parata di fasci-Nazi-sionisti da baraccone.
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Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Benjamin Netanyahu, Marine Le Pen, Alice Weidel, Santiago Abascal, Javier Milei.
Tutti insieme appassionatamente a fare da valletti di lusso per il tiranno di Budapest che sta per perdere le elezioni previste il 12 aprile. I sondaggi, non sorridono a Fidesz, il partito di Orban: indicano un vantaggio dell’8-10% per Tisza. A insidiare il camerata Orbán c’è un avversario inatteso: Peter Magyar, alla guida di un partito di nuova creazione.
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«Proteggiamo la civiltà cristiana!» dicono, accanto a chi ha sulla coscienza decine di migliaia di bambini fatti a pezzi e un progetto di pulizia etnica dichiarato a voce alta.
Stiamo a quelli di casa nostra. Il capo di governo italiano, (più piallata del solito) il suo vicepremier, (fessacchiotto come sempre) accanto al ricercato numero uno della Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità. Meloni & Salvini: la vergogna fatta endorsement.
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Un paese serio, che ancora si rispetti, dopo una roba del genere dovrebbe cadere in 48 ore, i protagonisti dovrebbero essere messi all’indice e invece? Dovrebbero volare dimissioni, interrogazioni, scomuniche civili. E invece niente.
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Il problema a questo punto, siamo noi. Se tiriamo ancora a campare. Se lasciamo correre. Se facciamo finta che non sia successo niente.
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Alfredo Facchini
16 Gennaio 2026