Quorum raggiunto. E ora, strada per strada e casa per casa

DI PIERO GURRIERI

 

Quorum raggiunto. E ora, strada per strada e casa per casa

Un risultato grandissimo, immenso. Non è solo un numero ma una risposta civile, limpida, ostinata. E la prova che nonostante il rumore delle reti televisive in mano ai potenti, la loro propaganda e le loro semplificazioni, esiste un Paese che pensa, che legge, che non si rassegna, che sta capendo. Mentre la destra tentava di accelerare i tempi per comprimere il confronto, mentre la partecipazione veniva sminuita e derisa, centinaia di migliaia di persone hanno scelto di esporsi, di firmare, di dire che la Costituzione non è un intralcio ma una difesa, la casa comune e il bene più grande. Che la giustizia non può essere eliminata o addomesticata perchè fastidiosa per il potere, ma deve continuare a essere garanzia per tutti, e che semmai se ci sono errori essi vanno corretti, non presi a pretesto per eliminare i controlli.
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Questa riforma non nasce per rendere il sistema più giusto o più efficiente. Non renderà i processi più brevi nè il sistema giudiziario più efficiente, non ha nulla a che vedere nonostante la retorica della propaganda, con il giusto processo nè con la parità tra le parti perchè le riforme che qui servono sono processuali e non nell’ordinamento, non incide sulla responsabilità del giudizio disciplinare dei magistrati che è tra i più seri d’Europa. E solleva molte perplessità anche tra moltissimi Avvocati, che sanno bene che tutte le ragioni addotte a sostegno di questa legge non stanno in piedi, che la “contiguità” tra giudici e PM non esiste dato che in metà dei casi i giudici decidono diversamente dalle richieste dei pm, che sorteggiare i componenti di un organo costituzionale non ha precedenti nel pianeta, e che, in quasi tutti i Paesi in cui vige il sistema che si tenta di introdurre in Italia, i pubblici ministeri sono organi del governo e soggetti alle direttive del ministro di giustizia, l’azione penale non è più obbligatoria e la parità tra i cittadini fortemente compressa.
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Questa pessima proposta nasce invece a uso e consumo di chi governa, come d’altronde ha candidamente confessato lo stesso ministro di giustizia rivolgendosi alla Schlein avvertendola che in futuro una volta al governo anche l’opposizione potrebbe utilizzarla e giovarsene; e andrebbe pertanto respinta anche solo per questo.
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Nasce per ridisegnare gli equilibri, per indebolire proprio i controlli, per rendere più fragile il principio che ci riguarda tutti: la legge è uguale per tutti, per un premier come per il più umile dei cittadini.
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Chi ama la Repubblica, chi prende sul serio la Carta, oggi è chiamato a qualcosa di più di un’opinione: a una mobilitazione civile profonda, informata, determinata. Senza slogan, senza tifoserie, ma con la forza tranquilla di chi sa da che parte stare.
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Abbiamo dimostrato che si può andare controvento. Ora bisogna continuare. Con il voto. Con la partecipazione. Con la Costituzione in mano. Casa per casa. Strada per strada.
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Piero Gurrieri tra la gente
15 Gennaio 2026
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