Non si può morire di freddo nel 2026. Non si può

DI MARIO IMBIMBO

 

Non si può morire di freddo nel 2026. Non si può

Completamente solo, in un gabbiotto riscaldato unicamente con una stufetta, con temperature che arrivavano a sedici gradi sotto zero.
Così la notte tra il 7 e l’8 gennaio è morto Pietro Zantonini, 55 anni, vigilante che lavorava a Cortina d’Ampezzo nei pressi del cantiere dello stadio del ghiaccio.
Era partito a settembre da Brindisi per svolgere quel lavoro, a chilometri e chilometri da casa e lontano dalla sua famiglia. Quella notte ha telefonato ai colleghi per segnalare che si sentiva male. Hanno chiamato il 118 poco prima delle 2. Ma quando i soccorsi sono arrivati, hanno tentato la rianimazione, ma non c’era più nulla da fare.
Un malore se l’era già portato via.
A svelare turni massacranti e condizioni di lavoro disumane la moglie che ha presentato una denuncia ai Carabinieri e il pm Claudio Fabris ha disposto il sequestro della salma e l’autopsia.
Perdonaci Pietro. Oggi non si dovrebbe morire così in una cantiere per un’opera pubblica.
Non si dovrebbe. Non si dovrebbe.
Riposa in pace!!!
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Mario Imbimbo
11 Gennaio 2026