DI GIANCARLO SELMI

Una campagna di odio senza precedenti


“Voglio che ogni agente dell’ICE sappia che il suo presidente, il suo vicepresidente e l’intera amministrazione sono al loro fianco”. “È stato un vero e proprio attacco e saremo ancora più duri nel reprimere simili attacchi”. Sono solo alcune delle parole dedicate da J.D. Vance all’omicidio, a sangue freddo, con tre colpi di pistola, di un’attivista per i diritti civili. Una donna di 37 anni, madre di tre figli. Vance ha promesso “immunità assoluta” all’assassino, ha definito l’attivista una “radicalizzata parte di una rete di estrema sinistra e una provocatrice”, definendo l’incidente “una tragedia di sua creazione”. E sono semplicemente terrificanti quelle di Kristi Noem, Segretaria per la sicurezza interna (DHS) nell’amministrazione Trump. Secondo le sue dichiarazioni, la donna uccisa voleva “investire e uccidere l’agente”. “Gli spari sono il risultato di una lampante legittima difesa contro un’aggressione”. “Un atto di terrorismo interno”.
.
I video raccontano esattamente l’opposto. In nessun momento la donna ha tentato di investire l’agente che ha sparato senza essere in pericolo. Una vera e propria esecuzione. Gli agenti stavano svolgendo un’operazione contro la comunità somala di Minneapolis. Nei vari video si vedono rivoltanti scene di abusi e di violenza, con l’uso di spray urticanti diretti, da pochi centimetri, al viso di alcuni manifestanti. Trump ha parlato delle comunità somala e l’ha definita così: “feccia umana proveniente da un paese inutile”. Trump è un nazista, un suprematista bianco, un razzista degno del peggiore Ku Klux Klan. Un misogino, un uomo senza cultura, uno avvezzo, negli affari, a dichiarare falsità (le denunce contro di lui sono centinaia. Con giudizi ancora aperti).
L’assassinio di Minneapolis è il risultato di una campagna d’odio che non ha precedenti. Ma è il risultato di una “disumanizzazione” che ormai è divenuta normale. Basti pensare e non sorprende, che con 100 e passa morti a Caracas, il pessimo Trump abbia parlato di “splendido spettacolo” come se fosse andato al cinema.
.
Rimane difficile, veramente difficile, dare un giudizio di paese democratico all’America di Trump, visto che qualunque poliziotto federale abbia licenza e possa sparare a vista, praticamente a bruciapelo, contro un manifestante, con la certezza di “immunità assoluta” promessa dal vice Presidente. Ma è ancora più arduo dare a Trump patente di gendarme della democrazia ed “esportatore” della stessa.
E sulla base di ciò che sta accadendo negli USA, oggi altri spari a Portland con due coniugi gravi all’ospedale, al netto dell’azzeramento di qualunque sovrastruttura di diritto internazionale, appare sontuosamente arduo che Trump, possa dare lezioni di democrazia a Maduro.
.
Di fonte a tanto, di fronte alla sola domanda che si potesse definire tale, la signora Meloni ha sviato, come sempre il quesito e, in un’altra occasione ha definito il suo padrone Trump “assertivo”. “Come il compare mediorientale”, avrebbe replicato qualcuno più sveglio (non c’era purtroppo) rispetto ai giornalisti presenti nella conferenza stampa da operetta di oggi. Viva i paradossi, viva gli eufemismi, viva la servitù al potere. Leccare il fondoschiena altrui è bello, è giusto e fa bene al conto in banca.
Basta solo identificare il destinatario della lingua.
“Disciamo”.
.
Giancarlo Selmi
10 Gennaio 2026