DI MICHELE PIRAS

La risposta di Gustavo Petro, Presidente della Repubblica di Colombia a Trump

“Se bombardate i contadini, migliaia si trasformeranno in guerriglieri sulle montagne.
E se prenderete il presidente, che una buona parte del mio popolo ama e rispetta, scatenerete il giaguaro popolare”.
Cioè il popolo colombiano.
La risposta di Gustavo Petro, Presidente della Repubblica di Colombia, è la risposta di un vecchio guerrigliero, carica di dignità, rabbia e orgoglio, per un popolo che da sempre, liberatosi dal giogo coloniale spagnolo, cerca disperatamente la propria strada verso la libertà, soffocato nella morsa tra le narco-mafie e l’imperialismo americano.
“Riprendiamo le armi”, ha dichiarato
Chiamatelo come volete, voi che credete che il diritto internazionale sia un menu “à la carte”, voi che pensate che il diritto di difendersi valga solo per chi volete voi.
Voi che vi siete scoperti democratici in Venezuela ma qui da noi fate spallucce se un esponente del maggior partito di governo dichiara “comunisti, prima o poi vi stermineremo anche in Italia” o se si criminalizza l’intera opposizione democratica quando scende in piazza per i diritti del popolo palestinese.
Chiamatelo come volete, il Presidente colombiano
Inventatevi l’ennesima etichetta pur di far finta di sedervi accanto al padrone e non sotto il suo tavolo, pur di giustificare il caos e la violenza che Donald Trump sta scatenando in tutta l’America Latina, inventatevi un inesistente broglio elettorale o raccontateci pure che si tratta della reincarnazione di Pablo Escobar.
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Ma presto la riserva delle ipocrisie e delle falsità si esaurirà e non avrete più titolo per difendere nessuno dalle mire espansionistiche degli imperi che si danno battaglia sullo scacchiere internazionale, dai satrapi che si stanno contendendo terre rare e risorse naturali, opprimendo ogni forma di autodeterminazione dei popoli, schiacciando tutto ciò che trovano sulla loro strada. Non potrete più difendere nemmeno voi stessi, la vostra tanto decantata patria, la bandiera, il vostro dio, il presepe, la famiglia e la vostra tradizione.
Perché ora, passata come legittima la “Dottrina Trump”, a ognuno sarà consentito di fare ciò che vuole nel proprio “cortile di casa” e ognuno potrà cambiarne i propri confini quando gli gira, con la forza, fino ad estenderli a tutto il resto del Mondo.
E se pensate di salvarvi piegandovi e chinando la testa, come tristemente accade qui da noi, sappiate che state solo rallentando il momento nel quale anche la vostra indipendenza sarà infine perduta.
Viva la Colombia libera, viva la resistenza dell’America Latina.
E salutatemi la Groenlandia.
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Michele Piras
6 Gennaio 2026