DI MARIO PIAZZA

Faccia d’ananas – il Sequel

Nel mondo che abbiamo conosciuto le “balle” bisognava saperle raccontare, le bugìe avevano gambe lunghe che le portavano lontano nonostante gli sforzi delle opposizioni politiche, delle magistrature e del giornalismo per smascherarle.
Penso ai tanti omicidi di stato, a Marilyn Monroe, ai Kennedy, a Martin Luther King, a Gandhi, a Isaac Rabin e a tanti altri.
Penso alle armi chimiche di Saddam e alle bombe atomiche di Khamenei e col senno di poi penso alla deportazione di Manuel Noriega (nella foto), quel “faccia d’ananas” che una trentina d’anni fa pretendeva di sottrarre Panama al controllo americano proprio come faceva Nicolas Maduro fino a quattro giorni fa.
Quel mondo è ormai lontano, davanti all’oscena e criminale arroganza di Trump persino le ragioni, giuste o sbagliate, che hanno spinto Putin a invadere l’Ucraina appaiono come un tenero ricordo di quando il diritto internazionale, gli accordi firmati, le alleanze tra stati e le Nazioni Unite ancora funzionavano da calmiere.
Ora il mondo è nelle mani di un pirata, un rapinatore professionista senza alcuna legge da rispettare che uccide chi vuole, che imprigiona, che tortura, che stupra a piacimento. Trump è la proiezione planetaria di ciò che Netanyahu è per il Medio Oriente e proprio come il genocida israeliano non ha alcun bisogno di inventarsi balle credibili, lo fa e basta ben sapendo che politici straccioni come Giorgia Meloni fingeranno di credergli per non perdere la postura genuflessa che li mantiene in vita.
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Mario Piazza
6 Gennaio 2026