DI CLAUDIA SABA

C’èun tempo per insistere e un tempo per lasciare andare

Una volta postavo poesie.
Parole leggere che davano un senso diverso alla vita.
Come se potessero bastare a tenere insieme le cose.
Poi ho visto il mondo impazzire.
E non è successo all’improvviso.
È stato lento, quotidiano, quasi normale.
Ho smesso con le poesie.
Ho preferito raccontare quello che stava accadendo:
il Covid, i blackout, i vaccini,
la paura che entrava nelle case
e il rumore assordante delle polemiche.
Pensavo che, prima o poi,
tutto questo avrebbe avuto una fine.
Che ci saremmo fermati.
Invece no.
Sono arrivate le guerre assurde,
le morti senza senso di bambini innocenti.
Uomini con le armi trasformate in un rito quotidiano,
e l’umanità cancellata, pezzo dopo pezzo,
come se non fosse mai esistita.
E allora mi chiedo
se non sia meglio tornare alle poesie.
Per provare, almeno,
a salvarne un frammento.
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Claudia Saba
4 Gennaio 2026