DI CLAUDIA SABA

“Almeno oggi si scelga l’empatia. Senza isoliti giudizi.”

“C’è una fotografia che in questi momenti passa su media e pagine social.
È l’immagine del Capodanno in Svizzera, a Crans-Montana, scattata un istante prima che tutto precipitasse.
Un macabro flash che lascia sgomento e dolore.
Racconta l’attimo poco prima del disastro.
Quando tutto è già scritto, ma nessuno lo sa.
Si vede il fuoco.
Ma non preoccupa, ci sono gli estintori.
Cosa mai potrà accadere?
E poi si pensa che il locale sia a norma, che i materiali siano sicuri, che qualcuno abbia controllato ogni dettaglio.
Non si può credere il contrario.
E invece sì.
L’essere umano è incosciente.
E nella sua incoscienza è convinto di poter dominare tutto.
Ma il fuoco non si lascia domare.
È come il mare prima di una tempesta: sembra calmo.
Poi, all’improvviso, distrugge.
Ci sono forze che sfuggono al controllo umano.
E una tragedia come questa lo conferma.
Quella fotografia fa male perché coinvolge i volti più giovani.
Adolescenti che si affacciano al nuovo anno con fiducia, con l’entusiasmo tipico della loro età.
E in un attimo vengono spazzati via.
Dalla negligenza di qualcuno che ha ritenuto giusto chiudere una porta, unica via di fuga.
Il pensiero corre ai genitori.
Alla paura che cresce ogni volta che viene pronunciato un nome.
A un numero sconosciuto che appare sul telefono.
A parole che una madre e un padre non dovrebbero mai ascoltare.
Oggi, però, è tempo di silenzio, dolore e rispetto.
È il giorno della vicinanza.
Il momento di abbracciare, anche solo idealmente, i genitori di quei ragazzi.
Il giorno in cui le spiegazioni si mettono da parte.
Oggi si sceglie l’empatia.
Senza giudizio.”
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Claudia Saba
2 Gennaio 2026