DI MARIO PIAZZA

Cotechino e lenticchie

Se dovessi connotare con una sola parola l’anno che si chiude oggi non avrei dubbi, lo chiamerei “L’Anno dell’Ipocrisia”. Il bisogno di apparire diversi da ciò che si è e di nascondere le proprie vere intenzioni ha contagiato un po’ tutti, è diventato talmente endemico da costringerci a dubitare anche di quelle poche “mosche bianche” che ancora si mostrano per ciò che sono.
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Viene quasi voglia di apprezzare due incommensurabili farabutti come Trump e Putin che della loro malata abiezione non fanno mistero, due marchesi-del-grillo planetari amici tra loro che giocano con il nostro futuro come farebbero due gatti con un gomitolo di lana.
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I principali titoli dei giornali di oggi non potevano essere più appropriati. Il tentativo di imprigionare e deportare l’imam torinese sulla base di accuse formulate unicamente dal Mossad, il servizio segreto di una nazione genocida che lo ha messo nel mirino da 20 anni e che da 20 anni non è riuscito a costruire uno straccio di prova convincente.
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Poi c’è la finanziaria, una manovra inutile che succhia il sangue di chi è ormai affetto da anemia cronica.
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E poi questa pagliacciata delle accuse ad Alfonso Signorini non solo da parte di un ricattatore professionista ma anche risibili in quell’ambiente dello show business berlusconiano dove tutti sappiamo che la mercificazione del sesso è la regola.
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A posto così, mangiamoci quest’altro cotechino con le lenticchie e speriamo che l’anno prossimo non sia peggio.
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Buon 2026 a tutti.
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Mario Piazza
31 Dicembre 2025