Il paese dei teoremi. Processare i movimenti per spegnerli

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

Il paese dei teoremi. Processare i movimenti per spegnerli

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Nel 1969 nasce un teorema

Dopo Piazza Fontana lo Stato indica un colpevole prima ancora di cercarlo: gli anarchici. Valpreda arrestato, Pinelli ucciso in questura. Una pista costruita, sostenuta, ripetuta. Col tempo crolla. Le sentenze e la ricerca storica mostrano altro: bombe neofasciste, apparati deviati, coperture. Il teorema non era un errore. Serviva a spostare lo sguardo, a colpire un’area politica innocente ma scomoda. Troppo scomoda.

Dieci anni dopo il copione ritorna

Cambia il bersaglio, non il metodo. È il 7 aprile 1979. Il “teorema Calogero” afferma l’esistenza di un’unica regia del “terrorismo” di sinistra. Autonomia Operaia, movimenti di massa, gruppi armati: tutto fuso in un blocco indistinto. Toni Negri indicato come cervello occulto, persino come “capo” delle BR.

Anche questo impianto si sfalda nei tribunali

Cade il legame organico con le Brigate Rosse. Cadono le accuse di insurrezione armata e di omicidio Moro. Anni di carcere preventivo intanto hanno già prodotto l’effetto cercato: disarticolare un’intera area politica, spezzare legami, isolare figure, svuotare i movimenti. I due teoremi parlano la stessa lingua. In momenti di crisi lo Stato italiano sceglie la scorciatoia giudiziaria. Non indaga la realtà, la criminalizza. Non distingue, ingloba. Trasforma il conflitto sociale in minaccia penale.

Ed eccoci all’ultimo capitolo

L’ennesimo teorema. Il teorema Hannoun. Qui il meccanismo è ormai rodato. Nell’ordinanza di custodia cautelare la giudice Carpanini afferma che ala politica e ala militare di Hamas coincidono. Punto. Da questa affermazione discende tutto il resto. Non serve più dimostrare un passaggio di denaro verso azioni armate. Non servono ordini, piani, collegamenti operativi. Basta l’attività associativa. Basta la solidarietà. Basta raccogliere fondi per Gaza. Il reato non è ciò che fai, ma ciò che – secondo un’equazione giudiziaria – rappresenti.
Il contesto geopolitico – la complicità e il servilismo dell’Italia con il sionismo – sostituisce la prova. La narrazione securitaria prende il posto dei fatti.

Il teorema Hannoun è figlio diretto degli altri teoremi italiani

Come nel 1969 e nel 1979, si costruisce un’unica figura colpevole che ingloba tutto: associazioni, aiuti civili, relazioni politiche. L’obiettivo resta identico: neutralizzare, isolare, intimidire.
L’Italia è il paese dei teoremi perché qui il dissenso non si governa: si processa. I movimenti non si affrontano sul terreno politico: si annientano con montature giudiziarie spudorate, se non grottesche. Un potere che, davanti alla complessità sociale, risponde con un’unica parola: colpevoli.
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Alfredo Facchini
31 Dicembre 2025