DI MARIO PIAZZA

Si fa presto a dire terrorista

Nessuno ha mai avuto difficoltà nel riconoscere come sacrosanta la tesi enunciata da tutte le vittime eccellenti della mafia, quella secondo cui il potere mafioso prospera laddove quello dello stato è più assente.
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E’ logico e naturale che sia così, chi subisce ingiustizie e vive nell’insicurezza e nella miseria a qualche forma di potere dovrà pur rivolgersi prima di soccombere insieme alla propria famiglia, e poco importa se quel simulacro di difesa viene da delinquenti che perseguono soltanto il proprio interesse.
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Se è vero per gli abitanti di alcune zone della Sicilia e la cupola mafiosa, quella capace di detenere il potere attraverso i suoi padrini e capibastone, non si capisce perchè non dovrebbe essere ancor più vero per il Popolo Palestinese e Hamas, laddove lo stato israeliano in cui Gaza e la Cisgiordania sono state forzatamente conglobate non solo è assente ma è stato sponsor e artefice in prima persona dell’ingiustizia, dell’insicurezza e della miseria di cui sopra moltiplicate per cento o per mille, e ora dirige il suo genocidio.
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Casomai c’è da stupirsi per chi, rimasto vivo dopo aver perso la casa e aver visto massacrati mogli, figli, parenti, amici, conoscenti e persino il gatto nell’indifferenza del mondo intero, non diventa terrorista egli stesso.
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Mario Piazza
28 Dicembre 2025