Non vogliono testimoni delle loro azioni, non vogliono che la violenza venga raccontata

DI MICHELE PIRAS

 

Non vogliono testimoni delle loro azioni, non vogliono che la violenza venga raccontata

Avevano fucili, bastoni e pistole, hanno iniziato a picchiarli con calci e pugni, accanendosi su quelli che cadevano.
Ecco a voi la sintesi dell’ultraviolenza dei coloni israeliani su tre cooperanti italiani aggrediti in Cisgiordania, in un villaggio che non è Israele – ammesso che questo possa mai giustificare un’azione terroristica – ma assegnato all’Autorità palestinese.
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Non vogliono testimoni delle loro azioni contro gli arabi, non vogliono che la violenza venga raccontata. Ora gli stessi mentecatti che ci dicono di andare tutti in Palestina si possono pure scatenare dicendo che se la sono andata a cercare o che erano amici di Hamas, tanto ormai una sciocchezza vale l’altra, anche se ormai vale tutto e il suo contrario.
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E a proposito di stampa libera ancora ci si domanda perché si faccia così tanta fatica a riconoscere nei coloni un’organizzazione terroristica, la longa manus di Israele, la falange che agisce negli avamposti di una penetrazione coloniale sistematica, meticolosa, che erode pezzo dopo pezzo sovranità e territorio al popolo palestinese. Perché qui da noi vale sempre il doppio standard, dunque se si tratta di arabi sono jihadisti, fanatici e tagliagole, se si tratta di ultraortodossi sono solamente dei coloni, come se il termine già così non avesse un significato più che chiaro, come se fossero hooligan isolati e un po’ esuberanti invece che gruppi organizzati di squadristi e assassini.
E mentre puntualmente si chiede ai palestinesi di dissociarsi dagli attacchi dei gruppi armati arabi non si chiede mai a Benjamin Netanyahu di esprimere una sola maledetta parola di condanna.
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E altrettanto passa in sordina il fatto che il premier israeliano in questi giorni abbia chiesto la grazia per le accuse di corruzione mosse contro di lui.
Perché forse c’è troppa libertà, per i nostri gusti, nel dire chiaramente, che ci troviamo di fronte a un regime coloniale autoritario e corrotto, responsabile di gravissimi crimini di guerra e contro l’umanità. Regime del quale i coloni che hanno pestato i nostri cooperanti (e che ogni giorno usano medesima cortesia contro i civili palestinesi) non sono che una propaggine, finanziata, sostenuta e protetta dagli stessi che la mattina votano per l’annessione della Cisgiordania e la notte bombardano Gaza e sterminano migliaia di bambini.
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Michele Piras
1 Dicembre 2025