DI MARIO IMBIMBO

Saltano e ballano, per ora…

urlando scompostamente “chi non salta comunista è”.
Parliamo della Premier e del Vicepremier italiani: Meloni e Tajani. La prima, dichiaratamente non antifascista, lo urla essendo l’erede (ne porta ancora orgogliosamente la fiamma nel simbolo) dell’unico partito dichiaratamente fascista dell’arco costituzionale della prima Repubblica.
Anche solo da questi elementi, e per il sempre logicamente valido principio di non contraddizione, potremmo a ragion veduta definirla erede della cultura fascista.
Ebbene: quella che, per i suddetti motivi, seppur col condizionale, potremmo definire erede di coloro i quali hanno soppressero in Italia la libertà per 20 anni dileggia zompando e cantando quelli che la libertà a questo paese l’hanno restituita.
Con la Resistenza prima e contribuendo a scriverne la Carta fondamentale poi. Io credo la misura sia colma. Ma voi immaginate un qualunque ex Presidente del Consiglio zompare come un ossesso dileggiando come un bimbominkia o un bulletto qualsiasi i proprio avversari politici?
Ma io, non vorrei riabilitare certo neanche minimamente una delle figure più nefaste della nostra storia politica, ma penso neanche il peggior Berlusconi sia arrivato a tanto. Credo siamo veramente oltre il consentito ed è tempo che nelle piazze e col voto questo Paese si svegli ed esca definitivamente dal sonno della ragione in cui è sprofondato.
I mostri, che il sonno della ragione genera, li abbiamo ormai tutti dinanzi agli occhi.
.
Mario Imbimbo