Nino Di Matteo non è un magistrato tra gli altri

DI PIERO GURRIERI

 

Nino Di Matteo non è un magistrato tra gli altri

È uno che la mafia la combatte da anni, e ogni giorno, e sa che dei boss è uno dei principali obiettivi.
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E Di Matteo ha parlato, qualche giorno fa, della riforma della giustizia di Nordio e Meloni: “Noi magistrati abbiamo il dovere di far capire ai cittadini qual è il pericolo della separazione delle carriere con la sottoposizione del pubblico ministero all’esecutivo” ha detto.

Poi, un esempio pratico

“Se un giovane manifestante, come è capitato agli attivisti di Our Voice e a tanti altri, durante una manifestazione protestasse e venisse fermato dalle forze di polizia; portato quindi davanti al pubblico ministero che deve decidere se confermare l’arresto o rilasciarlo; quel giovane – che magari è di sinistra mentre c’è un governo di destra o viceversa – sarebbe più tranquillo nell’essere giudicato da un pubblico ministero autonomo e indipendente o da un pubblico ministero che dipende dall’esecutivo di turno?”.

Ed infine

“L’autonomia e l’indipendenza totale anche del pubblico ministero non è una prerogativa della casta dei magistrati o della casta dei pubblici ministeri. È una garanzia per i diritti e le libertà individuali di ciascun cittadino, soprattutto di quei cittadini che in quel momento appartengono a una minoranza rispetto al potere costituito (…). Una dietro l’altra si sono succedute, e si stanno succedendo, leggi che creano uno scudo di protezione per i potenti. E questo è frutto di un potere, non solo politico, che non sopporta che il controllo di legalità della magistratura si estenda a 360 gradi anche nei confronti di come viene esercitato il potere”.
Fin qui Di Matteo.
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E ora tocca a noi.
Casa per casa, strada per strada.
La partita è appena cominciata.