Ma l’Autorità per la Privacy è ancora un organo di garanzia?

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SANDRO RUOTOLO – Dalla sua pagina FACEBOOK –

Ma l’Autorità per la Privacy è ancora un organo di garanzia?

Se lo chiede in un’intervista a Repubblica, anche Guido Scorza, uno dei quattro componenti del collegio del Garante della privacy, per il quale si è innescato qualcosa che sta minando alla radice l’indipendenza e l’autorevolezza percepite dell’Autorità.
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Le ultime settimane ci consegnano uno scontro senza precedenti tra Report, il settimanale d’inchiesta giornalistica di Rai Tre, e la stessa Autority. Tutto nasce da un fatto preciso: Agostino Ghiglia, membro del Garante, ex esponente di Alleanza Nazionale, che — il giorno prima della multa inflitta a Report — passa per via della Scrofa, sede nazionale di Fratelli d’Italia. È evidente che ci troviamo di fronte a un conflitto di interessi macroscopico, a una sovraesposizione inaccettabile per chi dovrebbe garantire imparzialità e indipendenza.
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Quando un’autorità di garanzia entra in rotta di collisione con un giornalista che fa il suo mestiere, e si schiera, perde la sua credibilità. Non viene percepita più come super partes. In questi ultimi giorni stiamo assistendo a un botta e risposta inaccettabile tra Autority e giornalista.
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Per questo la cosa più giusta, a questo punto, sono le dimissioni. Le autorità indipendenti non possono diventare terreno di conquista dei partiti.
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E invece è quello che questo governo di destra, e in particolare Fratelli d’Italia, sta facendo: prima con la Rai — trasformata in un megafono del governo invece che in un servizio pubblico per i cittadini — e ora con le autorità di garanzia. È ora di cambiare registro. Perché senza indipendenza, senza libertà d’informazione, senza organi di garanzia davvero autonomi, la democrazia si svuota.
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10 Novembre 2025