Le “gite” ad Auschwitz della ministra Roccella

DI MARIO IMBIMBO

 

Le “gite” ad Auschwitz della ministra Roccella

Le bestialità della ministra Roccella sulle “gite ad Auschwitz” sono tali che l’indignazione nella comunità ebraica non accenna a spegnersi. Oggi a far eco alle parole.di ieri della senatrice a vita Segre fanno seguito quella di Tatiana Bucci, una donna che ad Auschwitz purtroppo c’è stata quando da bambina aveva solo sei anni.

Queste le sue parole rilasciate oggi a Repubblica:

“La ministra Roccella sbaglia a dire quello che ha detto. I tedeschi hanno fatto i conti col proprio passato. Noi italiani no, non li faremo mai. Non vogliamo ammettere le colpe del f@scismo.
Se lo facessimo, dovremmo riconoscere che i campi li hanno inventati i nazisti, ma i fascisti vi hanno collaborato, come hanno sperimentato sulla propria pelle molti ebrri italiani. Senza l’ausilio del fascismo non ci sarebbero state le deportazioni dall’Italia. Pensi a quello che è accaduto il 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma.
A cosa sono servite quelle che lei chiama le ‘gite’ ad Auschwitz? A far capire alle nuove generazioni cos’è stato il nazifascismo”.
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Siamo forse al punto più basso e indegno raggiunto da questo governo. Il più basso è indegno. Però stranamente adesso non vedo Il Presidente del Senato Benito, di primo nome Ignazio, Maria La Russa sbracciarsi in difesa delle ragioni degli ebrei italiani. Chissà perchè!!!
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Mario Imbimbo