DI MICHELE PIRAS

Israele non vuole liberare Marwan Barghouti


Nemmeno dopo la bellezza di 23 anni di prigionia, perché in questo momento è l’unico esponente politico che gode di piena autorevolezza fra tutti i palestinesi.
Un uomo di Fatah, non di Hamas.
Un uomo dell’Olp, non un fanatico islamista.
L’erede di Arafat.
Un uomo che potrebbe guidare il popolo di Palestina
Attraverso un vero processo di Pace, che garantirebbe due Stati, due popoli, accordi stabili e sicurezza.
Israele sceglie invece la strada della guerra permanente, della conquista totale, considerando il tavolo aperto dagli Usa al massimo come la strada per una tregua e per la liberazione degli ostaggi.
Una parentesi, al massimo
Noi non possiamo che augurarci che il fuoco cessi quanto prima, che la trattativa abbia successo, più che per vera giustizia per un senso di umanità che si deve a una popolazione in ginocchio, massacrata e devastata dalla furia genocida di un Governo criminale.
Ma la questione di fondo, quella di un popolo senza Stato, soffocato e oppresso da decenni, resterà tutta in piedi.
E i crimini contro l’umanità commessi in questi due anni non possono e non devono essere cancellati.
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Michele Piras