Tra due giorni si voteranno, in Parlamento europeo, due mozioni di censura contro la von der Leyen

DI BARBARA LEZZI

BARBARA LEZZI

 

Tra due giorni si voteranno, in Parlamento europeo, due mozioni di censura contro la von der Leyen.

Una proviene dall’estrema destra e l’altra dall’estrema sinistra.
Qui in Italia, ogni guaio che dobbiamo affrontare, secondo tutti i partiti, discende dall’Europa. Che si parli di spesa in armi o di dazi passando per il green deal, la politica industriale e il mancato aumento dell’imposizione per le big tech, i fallimenti sono sempre responsabilità dell’Europa.
Però, quando si arriva al momento di censurare, quindi sfiduciare la Commissione e la sua Presidente, i partiti principali – Fratelli d’Italia e Partito democratico- attuano le loro strategie per mantenere von der Leyen al suo posto.
Con le astensioni e la non partecipazione al voto si garantisce la solidità dell’azione della Commissione europea che poi viene puntualmente accusata di errori e tradimenti. Comodo, no?
I pretesti per giustificare queste decisioni, sono meschini tentativi di polarizzazione tra destra e sinistra sicché gli uni non votano la mozione degli altri perché proposta dall’ideologia opposta.

Mamma mia che pochezza! Ma è vero?

Oppure, si vuole solo nascondere che l’interesse non sta nel merito bensì nell’esercizio del potere? Potere che vuole vedere i partiti assecondare ciecamente le lobby che, nelle difficoltà sempre più impellenti dei cittadini, incrementano i loro ricavi. Naturalmente, i partiti traggono i loro vantaggi da queste operazioni. Chi ne resta escluso è solo il cittadino.
Ora, in questo desolante panorama che scandisce la sostanziale omologazione, sui temi che contano, tra destra e sinistra, gli elettori scelgono, con una progressione preoccupante, di non partecipare al voto ma, al contempo, decidono di scendere in piazza per esprimere la loro opinione. Per gridare da che parte stanno.

Le piazze si riempiono lì dove non c’è rappresentanza

È inutile tirare per i capelli i manifestanti. È inutile mettere il cappello su chi sfila nei cortei perché costoro, con la scelta di riempire le piazze, hanno già sentenziato una chiara condanna sia verso l’opposizione sia verso la maggioranza. Sarebbe utile, invece, ascoltarle quelle piazze, confrontarsi con quelle voci, rispettare quelle opinioni.
In una sola parola, sarebbe utile rappresentarle.
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Barbara Lezzi