Matteo Salvini “non tollera” chi sciopera per la Palestina, ma ai treni chi pensa?

DI FABIO SALAMIDA

 

Matteo Salvini “non tollera” chi sciopera per la Palestina, ma ai treni chi pensa?

I treni e Matteo Salvini, una relazione a dir poco complessa. La situazione delle ferrovie peggiora di giorno in giorno, con viaggi che diventano vere e proprie odissee e durano molte ore più del previsto. È una delle piaghe che affliggono il Paese. Una piaga reale, non la solita trovata per aizzare il popolino semianalfabeta come la fantomatica “invasione dei migranti” o come il presunto pericolo di attentati ad opera di terroristi islamici. Che poi, se vogliamo dirla tutta, l’ultimo estremista mosso da odio politico che ha pianificato un attentato è stato un uomo italianissimo di nome Luca Traini, che il il 3 febbraio 2018, a Macerata, ferì dei cittadini stranieri e danneggiò una sede del Partito Democratico. Lo stesso Traini, l’anno prima, era candidato nelle liste della Lega, quindi a logica bisognerebbe temere il terrorismo leghista, non quello islamico.

Il ministro che si occupa di tutto meno che del suo ministero

La Lega, appunto. Il suo capo – che il sottoscritto definisce da tempo girasagre cheerleader per la sua capacità di riempirsi l’agenda di impegni che lo tengono ben lontano dalla scrivania del suo ufficio e per la sua abitudine a mostrare tifo sfegatato per personaggi impresentabili – in questo momento, come tutti sappiamo, ricopre il ruolo di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un ruolo che cerca di onorare con il famigerato ponte sullo Stretto di Messina, opera inutile e probabilmente irrealizzabile che grava come un macigno sulle tasche di tutti.

Un ruolo che viaggiatori e pendolari evocano con rabbia ogni volta che passano giornate infernali a causa dell’inefficienza di quello che il collega Aldo Cazzullo ha definito il peggior ministro dei Trasporti dall’invenzione della ruota”. Il sottoscritto, con cadenza ormai quotidiana, sui social prova a convincere il vicepremier a lasciar perdere la tuttologia e a provare a lavorare, ricordandogli dei ritardi dei treni con tanto di “Ciuf! Ciuf!” e disegnini. È un modo per parlare all’eterno bambino che è in lui. Purtroppo, al momento, i risultati sono molto scarsi.

Il tifo per Netanyahu e gli attacchi ai movimenti sgraditi

L’impresentabile del momento, anche lui nelle grazie di Matteo Salvini, è il criminale israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per lo sterminio dei palestinesi in atto a Gaza. Per Salvini, che non perde occasione per palesare il suo appoggio incondizionato a Israele, chi protesta contro le atrocità commesse dal suo attuale idolo è sicuramente un complice di Hamas, un poco di buono da discriminare in ogni modo.

Gli attivisti del movimento pro Pal, come gli attivisti di tutti i movimenti di sinistra, quelli a difesa dell’ambiente o quelli che aderiscono alle odiate Ong, sono trattati dal leader della Lega alla stregua di pericolosi estremisti. Un trattamento ben diverso rispetto a quello che negli anni è stato riservato a veri estremisti pericolosi, come gli invasati no vax del movimento “no green pass”, agli “amici” neofascisti di Forza Nuova (quelli dell’assalto alla sede della CGIL) e di Casa Pound.

Salvini: “Non tollereremo nessuno sciopero generale improvviso”

L’ultimo attacco del vicepresidente del Consiglio è stato indirizzato proprio contro chi si appresta a scioperare e manifestare contro l’olocausto dei palestinesi. A scatenare la sua rabbia l’annuncio dei sindacati, che hanno proclamato uno sciopero generale improvviso per protestare contro l’illegale sequestro, da parte dell’esercito israeliano, degli equipaggi della Global Sumud Flotilla. Con il solito piglio da quindicenne, il leghista ha commentato: “Non permetteremo che CGIL ed estremisti di sinistra portino in Italia il caos. Non tollereremo nessuno sciopero generale improvviso”. Chissà se qualcuno che gli vuole bene si sarà prodigato di spiegargli che scioperare è un diritto, che per valutare gli scioperi esistono organismi preposti e che quel “non tollereremo” (…chi?) lascia il tempo che trova.

Bonelli: “È doveroso e legittimo che i sindacati chiamino alla mobilitazione”

“Matteo Salvini parla di caos? È paradossale che proprio il ministro responsabile del disastro del trasporto ferroviario – con treni in ritardo, linee congestionate, investimenti bloccati – accusi i sindacati di voler portare il caos del Paese”. A parlare è Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, che aggiunge: “Di fronte alla morte di donne e bambini, al genocidio di Gaza e alla sistematica violazione del diritto internazionale è doveroso e legittimo che i sindacati chiamino alla mobilitazione i lavoratori e le lavoratrici. Salvini invece di attaccare chi uccide donne e bambini attacca chi chiede che si fermi il massacro è proprio un mondo al contrario”. Difficile dar torto a Bonelli. Il ministro tuttologo, invece di pensare a come far arrivare i treni in orario, continua a buttare benzina sul fuoco per attrarre l’ala più troglodita dell’elettorato. E i treni continuano ad accumulare ritardi clamorosi.

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2 Ottobre 2025

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