La sconfitta nelle Marche

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SANDRO RUOTOLO dalla sua pagina FACEBOOK –

La sconfitta nelle Marche

La sconfitta nelle Marche c’è stata, non ci sono dubbi: ha vinto la destra e il nostro candidato presidente del campo largo, Matteo Ricci, ha perso. Sgomberiamo subito il campo da ogni equivoco. Tuttavia, un punto di riflessione è necessario: la crescita, elezione dopo elezione, dell’astensionismo.

È finita l’epoca in cui in Italia si votava in massa

Oggi ci troviamo di fronte a percentuali di partecipazione sempre più basse, come accade in molti altri Paesi occidentali. Un italiano su due non va più alle urne, e da qui nasce gran parte della crisi della politica e dei partiti. Viviamo una fase di recessione democratica, in cui l’architettura istituzionale viene messa in discussione da un’ondata di populismo e sovranismo, da un’idea di chiusura autarchica che attraversa l’Europa e il mondo: basti pensare a Orbán, Le Pen, Trump. Non ci sono alternative al progetto del campo largo: bisogna insistere, rafforzarlo, aggregare nuove forze, andare oltre le forme tradizionali della politica e valorizzare ciò che si muove nella società civile e nei territori.

I prossimi appuntamenti elettorali 

Calabria, Toscana, Puglia, Campania e Veneto — saranno prove decisive. In Calabria presentiamo un candidato presidente eccellente come Pasquale Tridico, poi toccherà alla Toscana con Eugenio Giani, alla Puglia con Antonio Decaro e alla Campania con Roberto Fico. L’unica via è quella di continuare a lavorare per riconquistare un popolo disinnamorato della politica, delle ragioni della partecipazione democratica, della possibilità concreta di cambiare le cose.

Dobbiamo ricostruire, dal basso

Dalle vite concrete delle persone, un nuovo protagonismo popolare, semplicemente perché la sinistra senza questo sentimento non ha ragione di esistere, e perché solo con questo sentimento possiamo sconfiggere le destre al governo del Paese.
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30 Settembre 2025