DI GIANCARLO SELMI

Mettiamo le cose a posto

La senatrice Alessandra Maiorino non ha detto quello che il peggior ministro degli esteri della storia d’Italia l’ha accusata di aver detto. C’è un “come” grande come una casa che rende la frase della Senatrice assolutamente intelligibile. Dire “come gli influencer prezzolati” non vuole assolutamente dire “sei un influencer prezzolato”, né gli somiglia.
Il comportamento di quello che, per i suoi atti risulta più un “buco con il nulla intorno” che un ministro; quello che occupa una importante poltrona senza avere, parere personale ovviamente, nessuna capacità e senza avere nel suo curriculum, nella sua storia, nelle sue dimostrate competenze, alcun merito, è stato scorretto e codardo.
Ha risposto a Maiorino, con quella ridicola indignazione in crescendo, più simile a quella di chi litiga per un parcheggio, che di un uomo delle istituzioni, nella replica alla Camera dei Deputati e non nel Senato, dove sarebbe stato più proprio, più corretto e anche più giusto.
La frase era totalmente intelligibile
Ma lui ne ha travisato completamente il significato. E questo ha solo due spiegazioni: o è incapace di intendere, oppure è in malafede. In entrambi i casi è colpa grave. Questo governo ci ha abituati a vittimismi di ogni tipo e a trucchetti per sviare l’attenzione dai problemi che crea. Quello che è accaduto ieri rientra totalmente in questa strategia.
E, comunque, resta la domanda
Perché il ministro degli esteri italiano risponde alle critiche e alle interrogazioni che riguardano Gaza, minimizzando la terribile situazione, come se si trattasse di un ministro israeliano o di un qualunque influencer pro Netanyahu e compagnia criminale? A questo dovrebbe rispondere il ministro del nulla, non indignarsi e fare piazzate per un “come”. Detto, peraltro, da una Senatrice della opposizione nel pieno e legittimo svolgimento delle sue funzioni.
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Attendiamo risposte. Ma continueranno a giungere i rumori che fa il suo stomaco. Nulla di più “alto” o interessante
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Giancarlo Selmi