DA REDAZIONE

LUIGI DE MAGISTRIS dalla sua pagina FACEBOOK –
La mia rubrica “senza censura” su Cronache di Napoli
Vi è una strategia dietro al processo di privatizzazione di beni pubblici essenziali della nostra città.

Antico vizio di una certa politica. Non far funzionare il pubblico per poi privatizzare.
È vero che talvolta il pubblico non funziona ma per colpa degli uomini non certo per un fatto endemico.
È vero che spesso il pubblico produce sperpero ma sempre per colpa degli uomini.
È innegabile che nel pubblico vi sia corruzione che però va quasi sempre a braccetto con il privato.
Semmai si elimina la corruzione non i beni pubblici
Ma è anche innegabile che il pubblico talvolta non funziona perché si riducono maldestramente le risorse destinate al pubblico proprio per non farlo funzionare.
Così come è indiscutibile che capita non di rado che il pubblico funzioni bene perché vi sono persone oneste e capaci.
Così come accade che volutamente non si fanno funzionare le cose pubbliche per giustificare la messa sul mercato e la privatizzazione dei beni pubblici.
Pensiamo a quello che è stato annunciato in città dalla giunta Manfredi
Sulla cessione ai privati del verde pubblico. È vero che nel passato c’è stata una fatica enorme per salvare e valorizzare il verde della città. E si è dovuto ricorrere ad un lavoro immane, con poche risorse anche umane, al recupero di finanziamenti pubblici e pure ad una cooperazione pubblico-privata virtuosa ma sempre sotto l’egida della direzione pubblica. Un lavoro che ha prodotto risultati significativi ed una grande partecipazione volontaria dal basso. E soprattutto rammento che all’amministrazione subentrante sono stati lasciati lavori per l’attuazione di opere con finanziamenti complessivi di milioni di euro, nell’ambito in particolare del progetto ossigeno bene comune, non solo per sistemare aree verdi, giardini, parchi, ma per attuare il più imponente piano di riforestazione urbana mai attuato anche per contribuire dal basso al contrasto ai camminamenti climatici e mitigare la calura delle estati roventi.
I lavori che sono stati tutti finanziati
In parte anche realizzati, appaltati, tutti programmati, e numerosi avviati. Da quando però si è insediata l’amministrazione Manfredi si è arenato quasi tutto.
Si annunciano con la gran cassa della propaganda mediatica al servizio del potere grandi lavori per il verde come se fossero opera di oggi mentre non sono altro che la prosecuzione di quanto già iniziato e peggio ancora si blocca quasi tutto per giustificare l’assegnazione del verde pubblico ai privati quando invece se in questi quattro anni avessero operato con dedizione, competenza e amore saremmo in una situazione non dico ottimale ma assai buona.
È quindi evidente la strategia politica di questa amministrazione
Con il sostegno della sua maggioranza: privatizzare nuovamente l’acqua bene comune scassando un gioiellino che ci invidiano in Italia e non solo; svendere il patrimonio pubblico cittadino e così costituiscono in piena estate una società destinata a questo rispolverando il global service che ricorda la pessima gestione del patrimonio pubblico ai tempi della giunta Iervolino; le previsioni di privatizzazioni di servizi essenziali come trasporti e rifiuti; le esternalizzazioni di servizi con consulenze ed affidamenti diretti che potrebbero essere invece gestiti da uffici interni del comune.
Privatizzazioni massicce significa anche legami con soggetti terzi
Riproponendosi quindi vecchi vizi della politica che sappiamo conducono frequentemente ad opacità e rapporti non trasparenti tra pubblico e privato.
L’attacco ai beni comuni per finalità biecamente politiche è un oltraggio alla città di Napoli.
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Luigi De Magistris