Ragioni vere, ragioni apparenti

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Ragioni vere, ragioni apparenti

Chi per ragioni professionali o per semplice curiosità ha avuto a che fare con la “Analisi Transazionale” sa che dietro ogni azione umana ci sono sempre almeno due ragioni, una reale e una apparente. A volte esse sono molto simili, altre volte sono talmente lontane da obbligare a mettere in scena una vera e propria recita per convincere chi ascolta della propria onestà intellettuale.
Osservando le varie puntate delle trattative sulla guerra in Ucraina possiamo trarre almeno una conclusione: gli attori che vediamo muoversi pomposamente davanti alle telecamere non meriterebbero neppure una particina nella più scalcinata telenovela sudamericana. Chiunque possieda almeno una manciata dei 100 miliardi di neuroni normalmente presenti nel cervello non può pensare neppure per un attimo che Trump abbia davvero a cuore le vite umane, che Putin stia difendendo l’autodeterminazione degli abitanti del Dombass, che i leader europei temano davvero un’invasione russa e che Zelensky abbia il potere di accettare o respingere le condizioni della resa, qualunque esse siano.
Le “ragioni apparenti” fanno acqua da tutte le parti e quelle vere, più di una per ognuno di loro, traspaiono con chiarezza ogni volta che uno degli scalzacani sul palcoscenico sbaglia una battuta.
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Mario Piazza