Alaska, Tomba dell’Europa

DI PAOLO DI MIZIO

 

Alaska, Tomba dell’Europa

Vedo che sul Corriere della sera di oggi, 14 agosto, Abbas Gallyamov, ex collaboratore di Putin, poi accusato di intelligenza col nemico e fuggito in Israele nel 2022, fa delle previsioni che coincidono direi quasi al millimetro con quelle che scrivevo l’altro ieri (12 agosto) per quanto riguarda il vertice Putin-Trump in Alaska.
Gallyamov dice innanzitutto quello che è ovvio (ma non per i giornali italiani e i commentatori decerebrati), e cioè che Trump e Putin si sono già accordati sulle linee generali, altrimenti non avrebbero mai accettato di tenere il vertice col rischio di vederlo fallire, eventualità che si sarebbe ritorta contro entrambi i presidenti. L’accordo di massima sicuramente è stato definito tra Putin e l’inviato di Trump, Steve Witkroff, che la settimana scorsa era a Mosca e ha avuto lunghi colloqui con Putin.
Quanto al contenuto dell’accordo, le previsioni di Gallyamov ricalcano quelle che avevo appunto indicato l’altro ieri. Dice Gallyamov:
«Trump può permettersi di dire una innegabile verità a Putin: ti offro condizioni meravigliose, sappi che nessun altro te le offrirà. Biden voleva per il presidente russo il tribunale dell’Aia e la galera? Io, inteso come Trump, ti propongo il non ingresso ucraino nella Nato, il nostro riconoscimento della Crimea, il resto del Donbass, l’abolizione delle sanzioni e affari che sarebbero un toccasana per la Russia. Io credo che Putin sappia che Trump è un interlocutore comodo, ma al tempo stesso avrebbe voluto prendere ancora tempo. Ora qualcosa dovrà dare. Se non altro, grandi progetti comuni, vendita di grandi raffinerie, progetti per il gas, e qualcosa ovviamente in Ucraina. Forse anche altrove, ad esempio in Venezuela. Per Putin, Trump è un dono del cielo, ma da non sperperare, in nessun caso. Altrimenti, la sera della Russia potrebbe farsi davvero buia».
Al di là della retorica antiputiniana del personaggio e del giornalista del Corriere della sera, e al di là del riferimento al Venezuela che trovo alquanto bizzarro, la sostanza è questa:
🔹Putin ottiene in Ucraina quel che voleva (Crimea e tutto il Donbass);
🔹ottiene l’abolizione delle sanzioni americane (il che ridurrebbe le sanzioni europee a una ridicola pistola di ricotta), con conseguente ritorno della Russia al libero commercio planetario;
🔹ottiene l’inizio di notevoli investimenti americani nelle materie prime russe e quindi affari reciproci, col risultato che probabilmente entro pochissimi anni lil PIL russo diventerà uno dei maggiori al mondo.
A mio parere, una parte degli accordi tra Putin e Trump rimarrà segreta, almeno per ora. Comunque, se finirà come detto sopra, per l’Europa significherà la caduta nel declino e nell’irrilevanza politica, strategica ed economica. L’Alaska sarebbe la tomba dell’Europa. Il resto sono chiacchiere, fuffa.
🔴 POST SCRIPTUM 1 – Oggi Putin ha dichiarato che «una pace verrà raggiunta se Russia e Usa riusciranno ad arrivare a un accordo sulle armi nucleari». Questo conferma quanto ho scritto il 12 agosto, e cioè che tra gli argomenti del vertice ci sarà anche la preparazione di un nuovo accordo USA-Russia sulle armi nucleari.
🔴 POST SCRIPTUM 2 – Ieri, dopo la riunione in video conferenza con gli europei e con Zelensky, Trump ha dichiarato: “Ottima riunione, mi è piaciuta. Voto: 10”. Be’, sappiate che Trump sta solo prendendo per i fondelli gli europei. L’esito del vertice in Alaska è già scritto, altrimenti i due presidenti non si sarebbero incontrati per andare allo sbaraglio, e le chiacchiere degli europei e di Zelesnky sono perfettamente inutili. Trump li deride e loro credono che lui li approvi.
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Paolo Di Mizio