Stragi ordinarie

DI ALFREDO FACCHINI

Alfredo Facchini

 

Stragi ordinarie

Lampedusa. Ventisette cadaveri recuperati. Quasi altrettanti dispersi

Il bilancio è terribile e ancora provvisorio, mentre proseguono le ricerche. Tra le vittime, migranti pachistani, sudanesi, somali. Una neonata. Tre adolescenti.
Secondo i superstiti, due imbarcazioni partono martedì da Tripoli. Un barchino inizia a imbarcare acqua e si ribalta. Alcuni riescono a salire sull’altra barca, che a sua volta si capovolge.
A mezzogiorno, un elicottero della Guardia di Finanza li avvista a 14 miglia a sud di Lampedusa. Solo allora partono le motovedette della Guardia costiera, della Finanza e di Frontex.

Troppo tardi

Sulle due barche, dicono i sopravvissuti, ci sono tra le novanta e le cento persone. La Procura di Agrigento apre un’inchiesta per naufragio colposo.
Rapporti del poliambulatorio: 60 superstiti, 56 uomini e 4 donne. Quattro gravi, tra principio di annegamento, ferite e traumi.

Non è un incidente

E’ una scelta. Una politica che lascia affondare per poi contare i morti. Che preferisce criminalizzare le ONG. Foraggiare i trafficanti libici.
Un’altra strage. L’ennesima. Ma non sembra neanche più fare notizia.
L’attenzione subito scivola via. Se fossero stati europei bianchi, la notizia saturerebbe le prime pagine. Ma sono migranti, corpi neri o bruni, e la morte diventa routine.
Si parla di “emergenza sbarchi” e non di strage.
Il razzismo non è solo negli insulti o nelle leggi: è nell’abitudine a voltare pagina.
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Alfredo Facchini