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DA REDAZIONE FRANCESCO MARANTA

Il Vesuvio continua a bruciare
La zona dell’incendio interessa, al momento, più di 500 ettari con la conseguente distruzione della flora e della fauna. Saranno poi i rilievi a dirci se le fiamme hanno bruciato altro

Il Vesuvio di Francesco Maranta
Bisognava tutelare il nostro territorio, quante volte ho sentito questa frase, il dopo? Terrificante silenzio.
Puntare sulla prevenzione, la Regione Campania, i governi, i sindaci dei comuni che circondono la montagna ( così viene indicata da chi vive intorno al monte Somma) avrebbero dovuto controllare e prevenire, poco molto poco è stato fatto.
In questi anni si è pensato solo a turisticizzare il vulcano, l’Ente Parco ha provato a fare qualcosina ma il vero problema è la bassa capacità di controllo del territorio. Non ignoro le difficoltà oggettive e cerco sempre di evitare facili speculazioni, epperò, ritengo che oltre a individuare la manovalanza che ha acceso le micce, bisogna individuare i mandanti.
Indagare anche i livelli istituzionali che avrebbero dovuto aumentare la sicurezza dopo il devastante incendio di qualche lustro passato.
Il monte e i suoi ABITANTI, sono in pericolo
Le prossime piogge stanno per arrivare e non basterà la generosa umanità e professionalità dei soccorritori di questi giorni che senza sosta, con pochi e insufficienti mezzi stanno lottando contro il fuoco.
L’acqua non ha bisogno di qualche assassino che apra il rubinetto, viene giù punto.
Bisogna fare presto
Ma anche bene. Rendere partecipi gli abitanti e le associazioni ma soprattutto di fronte a questo assassinio urge mettere all’ordine del giorno un programma per decongestionare il territorio.
Non è possibile che intorno a un vulcano ci vivano settecentomila persone. Se non ora quando.
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Francesco Maranta, Portavoce nazionale del Forum dei Diritti e Salute