Stupirsi per lo stupore

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Stupirsi per lo stupore

Il caso Almasri di per sé non ha nulla di eccezionale, è solo uno spiraglio rimasto accidentalmente aperto sulla “piccola bottega degli orrori” che tutti i governi da qualche parte hanno nascosta.
Siamo abituati alle porcate dei dittatori, al veleno nelle mutande di Navalny e a Kashoggi che entra intero in un’ambasciata per poi uscirne un pezzo alla volta. Leggerne i dettagli ci rassicura, noi non siamo così perchè le nostre democrazie, con l’aiuto della stampa e della magistratura, vigilano sulla legalità e persino sulla decenza dei nostri governanti.

E invece sono mille gli “incidenti” che ci dicono il contrario

Dal disastro di Ustica alla diossina irrorata sul Vietnam per non parlare degli omicidi di stato di Kennedy, di Rabin, di Olaf Palme, di Calvi, di Raul Gardini e persino di John Lennon.
Il farabuttismo dei governi prescinde dalla loro democraticità, ciò che ci distingue dai mostri della Storia è la nostra superiore capacità di coprire, di insabbiare, di mistificare per mantenere una facciata di decenza. A questo servono i servizi segreti e le loro derivazioni criminali, terroriste, mafiose, piduiste e gli immancabili “squilibrati” che tolgono da mezzo i personaggi scomodi.
Con la rivendicazione della paternità della liberazione dell’aguzzino libico da parte di Giorgia Meloni abbiamo superato quella distinzione, siamo a metà del guado con un piede ancora nella democrazia e l’altro proteso verso un sistema di governo che consente al potere di dire “Io faccio come caz*o mi pare e i vostri gridolini da educande non mi fanno neppure il solletico”.
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Mario Piazza