Quelli che durante le ricorrenze sulle stragi non citano esplicitamente la matrice fascista

DI LEONARDO CECCHI

LEONARDO CECCHI

 

Forse li capisco quelli che durante le ricorrenze sulle stragi non citano esplicitamente la matrice fascista

Mica lo fanno perché gli pesa, ma perché sono avanti: hanno già capito che in Italia lo stragismo è sinonimo di fascismo.
Non c’è l’esigenza di un aggettivo che separi, divida, categorizzi: a far saltare treni, stazioni, a mandare all’altro mondo innocenti, donne, uomini, bambini, è sempre stato il terrorismo nero. A non farsi scrupoli nel togliere la vita a povera gente come quella sul treno Italicus, dove la bomba la misero nella seconda classe. Qualche volta, è vero, anche la mafia c’ha messo lo zampino
Ma questa spesso lo faceva in accordo pure con i fascisti o prendendo proprio appunti dalle stragi da loro fatte (come quella del Rapido 904: fecero tesoro dell’Italicus) e a cui i mafiosi avevano contribuito fornendo mezzi e risorse.

Però un consiglio

Per rafforzare il sinonimo, prima di ogni discorso, post, comunicato sugli anniversari, lor signori dovrebbero mettere sempre un cappello 4-5 righe dove si spiega questo: che in Italia le mani sporche di sangue di bambini dei quali dopo le deflagrazioni si trovavano solo le scarpette bruciacchiate sono quelle dei fascisti. Che i fascisti hanno sempre preso di mira gli innocenti.
Iniziamo a fare così. Poi vedrete che saremo tutti d’accordo sul non specificare la matrice.
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Leonardo Cecchi