DA REDAZIONE

SANDRO RUOTOLO dalla sua pagina FACEBOOK –
2 agosto 1980. Bologna

La più grave strage della storia repubblicana: 85 morti, oltre 200 feriti. Un’ecatombe. Una ferita profonda, che ancora oggi brucia nella carne viva della nostra democrazia.
Oggi, a distanza di 45 anni, la verità giudiziaria è stata scritta con chiarezza: a mettere la bomba furono i neofascisti dei NAR, tutti condannati all’ergastolo. Ad organizzare la strage, a proteggere gli esecutori, depistare furono i vertici del Sismi, la loggia P2 di Licio Gelli. Un pezzo deviato dello Stato che ha tradito la Repubblica.
Per anni hanno provato a occultare, a sviare, a insabbiare. Ma la tenacia dei familiari delle vittime ha vinto. Sono stati loro, pochi anni fa, a ritrovare la famigerata “cartella Bologna”, nascosta nella borsa di Gelli: lì erano annotati i flussi di denaro utilizzati per finanziare la strage. Una prova chiave. Una svolta storica.
Quella bomba alla stazione fu il punto più atroce della strategia della tensione, iniziata nel 1969 con la strage di Piazza Fontana e proseguita con Piazza della Loggia, Italicus, e fino all’estate del 1992, con gli attentati mafiosi di Capaci e via D’Amelio.
Un filo nero, intrecciato con poteri occulti, terrorismo neofascista, mafia e apparati infedeli dello Stato. Tutto per mantenere l’Italia sotto controllo, dentro il Patto Atlantico, nel pieno della Guerra Fredda. Poi, con il crollo del Muro di Berlino, tutto si è fermato. Non serviva più.
Ma la ferita resta. Anche oggi, nonostante le sentenze, nonostante la verità giudiziaria, resta un dolore incancellabile. Una pagina buia della nostra storia, che pesa ancora sulla nostra coscienza democratica.
Ricordare il 2 agosto non è solo un dovere della memoria: è un atto di giustizia verso chi non c’è più, e verso la Repubblica che vogliamo difendere.
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2 Agosto 2025