La foto di una copertina e di tre individui che fanno finta di nulla

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

 

La foto di una copertina e di tre individui che fanno finta di nulla

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La copertina è quella del Daily Express e prega di porre fine al massacro. Un massacro che rievoca e supera, per modi, organizzazione, obiettivi, quello messo in atto nel ghetto di Varsavia tanti anni fa. Un massacro che ha causato lacrime sincere e che trova posto nel “giorno della memoria”.

Il massacro si sta ripetendo

Con protagonisti differenti e ad opera dei discendenti delle vittime di allora. Questa copertina è agghiacciante ma mostra semplicemente la realtà. Anzi la realtà è più agghiacciante della copertina.
Quando l’ho vista mi ha ricordato le immagini messe sui pacchetti di sigarette per spingere i fumatori a smettere. Immagini di tumori ai polmoni, cicatrici di operazioni, petti squarciati.

L’effetto è terribile

Le lacrime scendono copiose pensando a quel povero bambino ridotto in fin di vita dalla fame. Una fame indotta, voluta, pianificata da chi continua a ritenersi vittima. Da chi chiama guerra una roba che vede un solo esercito in campo che si scatena contro gente indifesa e disarmata. Ancora più lacrime pensando che quel bambino è uno dei tanti. Ancora più lacrime pensando che il mio Giulio ha la stessa età di quei bambini.

Come si fa a non odiare gli artefici di questi orribili crimini?

Non ho mai odiato nessuno, ma vedere quelle immagini mi spinge a farlo nonostante non ne sia capace. Come si fa a restare impassibili di fronte a tanta crudeltà, a tanta barbarie? Come fa una che si definisce madre e cristiana, restare impassibile ed essere amica dei responsabili di tali orrendi crimini?

Come fanno quei tre ad accettare premi, relazioni, strette di mano

da chi sta pianificando e attuando quello sterminio? Sono codardi. L’esigenza di “baciare il c*lo” a Trump e al suo alleato, è più forte del più minimo sussulto di dignità. La loro fame di potere è più forte di tutto e impedisce l’affiorare di qualunque umanità. Madri e padri incapaci di comprendere il dolore di altre madri e altri padri. Complici e collaboratori, i tre, di una belva assassina e di un governo di belve assassine.
Se esiste un Dio, spero che si occupi di punirli. In alternativa, spero che se ne occupi il Karma. Meritano solo poche parole. Meritano di ricevere la stessa pietà che stanno riservando alle sofferenze di un popolo vittima di un atroce genocidio.
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Giancarlo Selmi