PIERO GURRIERI

Divide et impera. Il colpo alla Costituzione
Lo hanno fatto. Trenta minuti fa, hanno approvato al Senato, il disegno di legge costituzionale che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri.
Senza dibattito, senza emendamenti, senza pudore. Cangurati i testi, zittite le obiezioni, ignorati gli allarmi. È la prima volta nella storia repubblicana che una riforma di tale portata passa in Senato con procedura blindata, a colpi di maggioranza, nell’indifferenza per le regole democratiche della Costituzione che si intende – letteralmente – capovolgere.
Lo ha detto con cinismo Tajani: “si realizza il sogno di Berlusconi”
E in fondo è tutto qui. È il coronamento di un disegno che parte dalla P2 di Licio Gelli e passa per le leggi ad personam degli anni Duemila. Un sogno di vendetta travestito da modernizzazione. Un’offensiva che oggi ha il volto di Meloni e Nordio. Ma resta quello che è: un attacco all’equilibrio dei poteri, alla giurisdizione, alla Costituzione.
È inutile che dicano “separiamo i poteri”
Loro separano le magistrature, mandano in frantumi l’unità della giurisdizione, dissolvono il principio della soggezione del pubblico ministero soltanto alla legge, aprono la porta a un PM addomesticato e a un giudice isolato. È inutile che dicano “liberiamo la magistratura dalle correnti” perchè puntano ad indebolirla, a limitarne la funzione di controllo di legalità sulla politica. Liberino piuttosto lo Stato dell’occupazione del potere, dalle lottizzazioni continue, dai treni che si fermano a gentile richiesta, dalle gentildonne che saltano la fila, e dagli scandali, dagli abusi, dai loro comodi.
E l’opposizione?

Hanno fatto bene a mostrare la Costituzione a testa in giù. Perché questo è ciò che è accaduto: i valori fondanti della Repubblica sono stati capovolti. In nome di una giustizia a senso unico, in cui il potere decide chi deve indagare, chi può essere giudicato, e chi invece deve restare impunito.
Ma la battaglia è solo all’inizio
Toccherà di nuovo alla Camera, poi di nuovo al Senato. E se non raggiungeranno i due terzi, toccherà al popolo. Sarà referendum, ma senza quorum. Sarà in primavera e sarà primavera. Ed è bene he sappiano che ci saremo tutti.
Dobbiamo esserci. Dobbiamo svegliare le coscienze, mobilitare le intelligenze, unire le forze. Per difendere l’indipendenza della magistratura, e la Costituzione. Per impedire che un disegno reazionario, autoritario e piduista si realizzi, per giunta travestito da progresso. Per impedire che il loro sogno diventi legge. E ce la faremo.
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Piero Gurrieri tra la gente
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