DI MARIO PIAZZA

Il diritto di esistere
A pensarci su… Quella del titolo è un’espressione senza senso, eppure sono tempi in cui ci viene riproposta ossessivamente a proposito di Israele, della Palestina, dell’Ucraina, delle minoranze etniche, sociali e di ogni altra specie. Tutto ciò che ci circonda esiste e basta, da un minuto o da mille anni, che si tratti di un tenero gattino o di un carcinoma inguaribile.
Il concetto andrebbe rovesciato
Si dovrebbe ragionare del diritto di cancellare quell’esistenza quando essa è motivo di afflizione collettiva senza alcun beneficio abbastanza grande da poter fungere da contrappeso. E’ un diritto che esercitiamo senza alcuna remora quando si tratta di insetti, di roditori, di rettili pericolosi, di malattie che possono rendere la nostra vita insopportabile o addirittura privarcene.
Insopportabile, è quella la parola chiave
Che ogni giorno centinaia di migliaia di persone siano prima intenzionalmente ridotte alla fame, poi intrappolate in luoghi specifici con l’esca di un po’ di farina e infine crivellate di proiettili è semplicemente insopportabile e non esistono contrappesi che possano giustificarlo.
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Mario Piazza