DI ALFREDO FACCHINI

Il boomerang [Prima parte]

“Israele ha creato Hamas.” E ancora: “Israele ha finanziato Hamas.”
È la litania tossica che rimbalza da anni. Anche tra di noi. Ma è falsa.
È una distorsione, una bugia comoda travestita da denuncia. Hamas nasce da dentro la società palestinese, non da un laboratorio del Mossad. Israele non l’ha creata — l’ha sottovalutata, talvolta strumentalizzata. Ed è proprio per questo che la verità va detta tutta, senza slogan né alibi.
La tolleranza di Israele verso le origini di Hamas negli anni ’80 non è una paternità
È frutto di un calcolo: dividere i palestinesi, spezzare l’egemonia dell’OLP e trasformare la rivolta in faida. Una mossa vecchia come l’imperialismo: alimentare i fondamentalismi per far morire le rivoluzioni.
Negli anni ’80, l’embrione di Hamas – un movimento caritatevole legato ai Fratelli Musulmani – è stato tollerato da Israele come contrappeso alla sinistra palestinese dell’OLP. Questo è un fatto. Ma tollerare un avversario ideologico non significa crearlo.
Israele non ha scritto la Carta di Hamas del 1988
“La teologia del martirio”. Non ha formato le Brigate Izz ad-Din al-Qassam. E soprattutto: non ha mai addestrato, armato o finanziato Hamas.
I soldi del Qatar. Israele li ha tollerati, non elargiti. Dal 2012 in poi, Hamas è stata mantenuta a galla economicamente dal Qatar, con bonifici e poi contanti in valigette. Perché Israele ha tollerato quei fondi? Per mantenere Gaza separata dalla Cisgiordania, per congelare il conflitto e per evitare un collasso umanitario che avrebbe innescato una guerra. Tollerare un flusso di denaro ostile per evitare un’esplosione non significa finanziare l’esplosione. Semmai è l’ennesimo fallimento della strategia israeliana, non una prova di complicità.
Negli anni ’70 e ’80, Israele perseguita i quadri dell’OLP e, allo stesso tempo, autorizza le attività religiose legate ai Fratelli Musulmani.
Permessi, silenzi, libertà d’azione. Perché? Perché un islamismo moderato è meglio di un nazionalismo armato. Lo Shin Bet chiude un occhio. Anzi due. L’idea è semplice: spaccare il fronte palestinese dall’interno. Ma nel 1987 l’esperimento salta. Hamas nasce come movimento politico-militare.
Chi ha veramente creato Hamas?
Hamas nasce da un humus di islamismo sunnita, finanziato da Qatar e Iran. Si è nutrito della crisi dell’OLP e del vuoto lasciato dai processi di Oslo. Ha costruito negli anni una struttura autonoma, militarmente sofisticata e ideologicamente intransigente. Le elezioni del 2006 segnano una svolta. Hamas sale al potere con metodi democratici. Vince a sorpresa con 74 seggi su 132, contro i 45 di Fatah. La vittoria viene subito boicottata da Israele, Stati Uniti e Unione Europea, che considerano il movimento un’organizzazione terroristica.
Giugno 2007
Al termine di una settimana di scontri armati con Fatah – oltre cento morti – Hamas si prende Gaza. Risultato. L’ANP resta in Cisgiordania. Israele è soddisfatta: la divisione è servita. Un bantustan islamista isolato fa comodo a tutti. Una gabbia perfetta. Finché non salta in aria. Un colossale abbaglio.
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Alfredo Facchini
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(Nella seconda parte: radiografia della Resistenza palestinese)