Quali alternative a Giorgia Meloni

DI GIOACCHINO MUSUMECI

Gioacchino Musumeci

 

Quali alternative a Giorgia Meloni

Elettori dell’opposizione: non so in che modo pensi l’elettorato piddino ma quello del Movimento almeno in parte è avvitato su sé stesso. Attualmente v’è una frattura tra il piano delle prospettive reali e quello della critica su cui giacciono cittadini rassegnati. Questi elettori preferiscono permanere in una dimensione frustrante mentre ripetono ossessivamente il mantra “colpa del Pd” piuttosto che pensare strategicamente a prospettive di governo diverse da Giorgia Meloni costi quel che costi. La domanda da porsi è se la postura intransigente, che posso capire entro un perimetro puramente teorico, sia utile per la collettività che piuttosto necessita norme concrete, non solo ideali spesso e volentieri impraticabili.
Va ricordato che politica è arte dell’accordarsi ancor più se gli scenari sono disperati come quello odierno. Invece sembra dominare un pensiero distruttivo e limitante.

L’obiettivo trasversale è cacciare Giorgia Meloni

e per ottenerlo si deve andare a votare convinti di volerla cacciare non asfissiati dall’idea che nel Pd ci sono i renziani e con loro non si governa. Il Movimento ha già governato col Pd e c’erano i renziani. Allora?
Se il dibattito tra elettori si blocca ai parlamentari europei guerrafondai su cui siamo tutti d’accordo, con che spirito il cittadino andrà alle urne. Probabilmente afflitto per il disordine dominante nel dibattito politico litigioso, percepirà che non esistono alternative politiche alla Meloni se non improvvisate e fragili. E’ la natura della critica fine a sé stessa che demolisce ogni prospettiva di alleanze tra Movimento e forze che concorrerebbero alla formazione di un governo.

E honestly, il mio obiettivo non è distruggere ma indurre il lettore a essere pragmatico

Devo essere onesto con chi mi legge, arriva il momento in cui scrivere sulle minchiate piddine è puramente un vezzo. Ci sta e produce tanti like e commenti sui post ma nulla oltre questo.
E per certe facilonerie ci sono senza dubbio personaggi più idonei, il cui obiettivo è impedire che Pd e Movimento convivano. Le due forze produssero politiche popolari insopportabili per l’opulenta classe dirigente minacciata da ipotesi di norme troppo democratiche e poco classiste. Lascio a “colleghi” migliori e più seguiti di me il compito di enfatizzare i mali renziani e distruggere le aspettative di milioni. Io seguiterò a criticare senza dimenticare che il Movimento da solo non governerà.

Facciamo un esempio

nel Pd i capibastone si mettono di traverso alla segreteria, la Picerno, su cui ho scritto anche io, è renziana, filoisraeliana, guerrafondaia e come lei diversi altri. Bene, dopo che l’abbiamo ripetuto per mesi possiamo andare oltre o insistere su ciò che già si sa. Il Pd forse scomparirà? No. Inoltre al netto della critica legittima e necessaria, è cambiata qualcosa per i nostri portafogli, per la sanità, la scuola, gli stipendi? No, casomai è aumentata la rabbia. Giuseppe Conte si perde nell’ astrattezza della critica pura? Ovviamente no. Sa che affinché cambi qualcosa negli ambiti vitali del Paese occorre governare. E nel frattempo criticare la Picerno produce meno di ZERO, al massimo è un esercizio per le pance, qualcosa che permette a opinionisti e giornalisti di riempire spazi che separano l’elettorato, se mai ce ne fosse bisogno.
E quanto volete che interessi davvero ai cittadini questo tipo di dibattito? Ancora Zero.

Altro esempio su cui soffermarsi

Giuseppe Conte è stato intervistato da Luca Telese e Marianna Aprile: il presidente ha detto cose sacrosante ma ho letto con particolare sconcerto che tanti utenti si sono concentrati su elementi banali che di politico hanno nulla, per esempio le espressioni di Marianna Aprile mentre Conte diceva la sua. Ma fate sul serio?!
La mimica facciale della Aprile non è un elemento importante. E non basta sparare sulla Aprile per convincersi da lì che Conte da solo cambierà il mondo. La verità è che i cittadini non voteranno improvvisamente e in massa il simbolo del Movimento. La verità è che il Movimento da solo non salverà i palestinesi, non porterà all’ Europa pacifista.
Se da certa critica giusta deriva un ideologica politica distruttiva e da questa nessuna scelta utile, tanto valeva che Beppe Grillo restasse nel Movimento.

L’ obiettivo comune dovrebbe essere chiaro

Fuori dai cosiddetti Giorgia Meloni. E se serve allearsi col Pd per mandarla via bene, c’è un programma da realizzare e si può fare solo dai banchi del governo non da un divano traboccante di inutilità.
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Gioacchino Musumeci