Si parla di Geronimo. Ma il Far West non è il loro, ma il nostro.

DI PIERO GURRIERI

 

Si parla di Geronimo. Ma il Far West non è il loro, ma il nostro.

E non c’è bisogno di cercarlo nelle praterie: è qui, nella Repubblica delle scorciatoie, dei cognomi pesanti, dell’occupazione del potere, delle cariche e delle poltrone.
Geronimo La Russa, figlio della seconda carica dello Stato, è appena stato eletto presidente dell’Aci. Non per concorso, figuriamoci, ma per ascendenza, per genealogia, per un cognome che può pesare come un ordine. Una carica con uno stipendio che balla: da 126mila euro l’anno più gettoni ma di 800mila euro secondo l’Espresso. Un ente con 1,2 milioni di iscritti, 11 partecipate, un bilancio miliardario, un ruolo cruciale nella gestione del PRA, delle assicurazioni, delle gare automobilistiche più importanti d’Italia. Una porta spalancata dopo la defenestrazione di chi quel patrimonio lo aveva costruito, Angelo Sticchi Damiani, presidente capace di quintuplicare il valore dell’ente.

E allora? Allora via lui, dentro Geronimo. Tutto legale, tutto democratico, ma puzza ugualmente di monarchia

Ma questa non è la sola tribù. È lo stesso copione che vediamo recitato in mille enti, anche nei Comuni, nelle aziende ospedaliere, in ogni istituzione: amici, fedelissimi, parenti, portaborse, perfino amanti, sistemati al posto giusto, anche con uno strapuntino, se non è possibile altro, in attesa di tempi migliori. La meritocrazia per le campagne elettorali, per illudere i fessi e per rubare i voti, amici e camerati nella realtà, ma la tentazione è di tutti, anche degli altri. Se poi sei “Figlio di” è tutto può facile, il potere lo erediti. Anche se non hai un nome da capo indiano. L’importante che resti in casa.

Questa non è solo una nomina, ma un affronto

È come dire “noi siamo noi e voi non siete un caz*o”. Ma è anche la fotografia di un Paese che premia il sangue rispetto ai meriti, al talento. Giorgia, la capa tribù, lo aveva detto, noi sosteniamo le famiglie. Ora sappiamo, però, che si riferiva alle loro.
Quanto ancora resteremo a guardare?
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Piero Gurrieri tra la gente
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