DA REDAZIONE
Tiziana Ferrario da ARTICOLO VENTUNO –
Rilancio questo tragico rapporto Onu nel quale si dice che il 70% delle 44mila vittime di #Gaza è rappresentato da donne e BAMBINI. 15 mila bambini uccisi.
Ci sono notizie che invecchiano in fretta altre che vengono ignorate in fretta come questo rapporto. È la ragione per cui ve lo ripropongo https://www.ohchr.org/sites/ default/files/documents/ countries/opt/20241106-Gaza- Update-Report-OPT.pdf
Vi invito a riflettere su quello che da oltre un anno sta accadendo a Gaza dove le operazioni militari di Israele non si sono mai fermate, anche se sui giornali e nei tg vengono ignorate, come fosse una storia ormai vecchia. Non è così e le condizioni di vita di chi ancora non è stato ucciso sono disumane. Non entra cibo sufficiente, non c’è acqua, non ci sono medicine. Ho guardato scioccata su Al Jazeera -l’unica tv che ha giornalisti sul campo perché a tutti gli altri Israele impedisce di entrare a Gaza- il disperato tentativo di spegnere con delle coperte sintetiche un incendio scoppiato in una tendopoli di disperati dopo un bombardamento israeliano. Non c’è acqua per domare le fiamme e le persone sono stremate. Ormai si bombardano anche le tendopoli in una strategia fallimentare che ha portato solo morte e nessuna sicurezza neppure per lo stato ebraico. Gaza è un cumulo di macerie dalle quali sale un odore nauseabondo per i cadaveri che stanno putrefacendo, raccontano quelli che non sono ancora stati sterminati. La guerra, dopo oltre un anno di furia distruttrice si è spostata in Libano, non solo al sud ma anche nella capitale. La forza Unifil assiste impotente ai capricci di un paese che nessuno vuole fermare.
Il bambino viziato dell’Occidente è stato definito negli anni da più commentatori. Mai definizione è stata più azzeccata. Un conflitto combattuto violando qualunque legge internazionale, senza che nessun paese riuscisse o volesse fermare Netanyahu. Un conflitto i cui contorni ora appaiono meno chiari con l’arrivo di Trump, perché Il mondo è cambiato. Non è più quello degli accordi di Abramo che il miliardario aveva siglato in precedenza con gli Emirati Arabi e che l’Arabia Saudita stava per firmare, prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre, ignorando la questione palestinese.
Ora il futuro del popolo palestinese è tornato prepotentemente di attualità. I paesi arabi non hanno alcuna voglia di battersi per i palestinesi, ma non possono ignorare l’umore delle loro popolazioni inorridite per quanto sta accadendo a Gaza. La partita decisiva è quella con l’Iran, nemico di Stati Uniti e di Arabia Saudita ma proprio a ottobre, con una mossa a sorpresa, la Cina ha convinto iraniani e sauditi a fare manovre navali congiunte nel mare dell’Oman. Il nuovo ordine si sta costruendo e non è detto che sia come lo vuole il bambino viziato dell’Occidente.
Intanto quei 44 mila morti pesano sulle coscienze di tutto l’Occidente, Biden in testa, ma anche sulle coscienze degli europei e dei paesi arabi. Il più alto numero di morti riguarda bambini, Quei 15 mila bambini palestinesi uccisi avevano soprattutto tra i 4 e i 9 anni. Quelli ancora in vita sono traumatizzati.
Non è seminando odio, distruggendo in modo forsennato le famiglie che si costruisce la sicurezza di Israele. Sull’odio non si costruisce il futuro di nessun popolo. Offuscare questo rapporto Onu è disumano. Io non ci sto.
Lo trovate qui https://www.ohchr.org/sites/ default/files/documents/ countries/opt/20241106-Gaza- Update-Report-OPT.pdf
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Articolo di Tiziana Ferrario dalla redazione di
11 Novembre 2024