DI MARINO BARTOLETTI

Beppe Saronni e Francesco Moser (neo fidanzato e desideroso di “guardare avanti”) ancora qualche giorno fa facevano gli amiconi (dopo una vita di antagonismo e forse anche qualcosa si più) e parlavano di “rivalità sana”. Tenendo ad aggiungere: “Non come quella esasperata che in alcuni casi c’è spesso oggi.”
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Potenza delle love stories senili! Poi…
Tre giorni fa, Moser: ”Saronni si è sempre sentito superiore a me perché uomo di città… Ma alla fine è durato pochissimo perchè ha chiesto troppo al suo fisico”
Due giorni fa, Saronni: ”Moser ha vinto il suo unico Giro d’Italia nel 1984 grazie alle spinte dei tifosi, alle salite “spianate” dagli organizzatori e a una longevità atletica favorita da “una certa scienza”, di cui lui disponeva in modo esclusivo”.
Ieri Moser su Saronni (a chi gli ha chiesto una replica): “«Con la complicità di quel tipo lì avete montato una polemica indegna. Non parlerò mai più con un giornalista e nemmeno con lui”
Oggi Saronni su Moser: “Capisco che non gli siano piaciute le mie parole, ma è la pura verità”
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E come diceva Maurizio Costanzo: “Boni, state boni….”