DI ALFREDO FACCHINI

È la cronistoria, dal ‘48 ad oggi, dei “caduti” – operai, braccianti, studenti, sindacalisti – uccisi dai fascisti, dalle forze dell’ordine e dalla mafia. Una scia di vite spezzate.
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2 FEBBRAIO 1977 ESPLODE IL MOVIMENTO
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Una vita fa. 2 febbraio 1977. Roma. La Sapienza. Un corteo furente parte alla volta del Policlinico dove è ricoverato in coma Guido Bellachioma, studente di Giurisprudenza, colpito alla testa da un pallottola.
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Il giorno prima i fascisti erano entrati all’Universita’ sparando e ferendo Guido e un altro studente.
Il corteo fa tappa in via di Sommacampagna. La sezione del Fronte della Gioventù viene data alle fiamme con una scarica di molotov.
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In migliaia si dirigono verso la facoltà di Magistero, che è stata occupata, quando in piazza Indipendenza una 127 bianca irrompe in coda al corteo.
Ne escono due agenti in borghese, della “speciale”, che iniziano a sparare all’impazzata raffiche di mitra. Altri spari giungono dai diversi punti della piazza e anche dal corteo pensando si trattasse di un’azione dei fascisti.
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Sull’asfalto restano feriti Paolo Tommasini e Leonardo (Daddo) Fortuna, militanti dei Comitati Comunisti di Primavalle, e un poliziotto.
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Nel pomeriggio si tiene all’università una affollatissima assemblea che denuncia la responsabilità della polizia nella sparatoria di piazza Indipendenza e chiede l’abrogazione della circolare Malfatti.
Il 2 febbraio del ‘77 esplode il Movimento.
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Per i fatti di piazza Indipendenza nessun agente di polizia è stato mai processato. Mentre Paolo e Daddo vengono condannati per tentato omicidio.
“Daddo” ci ha lasciato il 17 Febbraio 2011.