GIUSTIZIA, ED ALTRO: “GLI E’ TUTTO SBAGLIATO, L’E’ TUTTO DA RIFARE” (BARTALI)

DI SALVATORE GRANATA

REDAZIONE

 

Non è ammissibile che in un periodo di crisi socio-economica nera, si parli di risparmiare su strumenti fondamentali in ogni ambito della giustizia.

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Il governo, questo governo di incapaci, si concentri sull’evasione fiscale e sulla corruzione, coadiuvati anche dalle stesse intercettazioni, anziché togliere il RdC, aumentare il tetto al contante e abolire lo Spazzacorrotti.
Si concentri sulla Sanità pubblica anziché destinare le risorse a quella privata. Non ci sono cittadini di serie A e serie B.
I 170 miliardi, 5 manovre finanziarie, recuperati da evasione e corruzione, potrebbero essere spesi con criterio nell’occupazione, nel Lavoro, nei sussidi agli inabili e ai disabili e nella Sanità.
Non è ammissibile che quasi 1 miliardo di euro venga destinato alle società di calcio e che ulteriori miliardi di euro vengano destinati all’invio di armi per aumentare le carneficine. Mentre a morire lentamente saremo anche noi, con le bollette alle stelle, l’aumento del carburante e dei generi di prima necessità.
Inoltre, bisognerebbe individuare tutte quelle aziende che producono energia o materiali sanitari, che speculano da anni sulla pelle dei cittadini, implementando i loro patrimoni in piena libertà. Tassiamo i loro extraprofitti cacchio!
Tutti hanno il diritto di vivere una vita dignitosa, non solo i ricchi neoliberisti alla Berlusconi, Renzi e Calenda. E si applichino delle patrimoniali a tutti coloro che posseggono troppo.
So che un governo di questo tipo è lontano dal modello socialista-progressista di alcune democrazie moderne, come la Spagna ad esempio, ma bisognerebbe lottare affinché se ne vada a casa. Bisognerebbe scendere nelle piazze e rivendicare i propri diritti.
Bisogna farsi valere con qualsiasi mezzo democratico, se ancora è rimasta un minimo di democrazia nel nostro Paese.
Non si vince in campagna elettorale, si vince nel tempo e con la costanza. Non c’è nulla da fare per 5 anni. Allora progetti seri e bombardamenti costanti alla stampa e alla comunicazione di regime.