MONDIALI QATARIOTI

DI CLAUDIO KHALED SER

CLAUDIO KHALED SER

 

Inizieranno tra pochi giorni i Mondiali di calcio che si terranno in Qatar.
Già, in Qatar… culla della democrazia, dei Diritti Umani, del Rispetto delle diversità.
Paese dove la Libertà ha un senso compiuto e la parità di genere è la luce guida dei limitrofi Paesi arabi.
Quella del Qatar è stata una dura lotta per accaparrarsi i giochi mondiali, ha dovuto devolvere in “beneficenza” ai vari organismi calcistici circa 300 milioni di dollari e questa alta sensibilità verso lo sport è stata condannata dai soliti perbenisti che l’hanno addirittura tacciata di corruzione. Quasi tutti gli esponenti di quel sistema, sono stati poi “ingiustamente” cacciati e molti finiti addirittura in galera.

Ma il Qatar non si è perso d’animo, ha assunto lavoratori altamente qualificati provenienti dalla Somalia, dall’Eritrea, dal Gabon e dal Burkina Faso ed ha incominciato a costruire stadi e strutture. Naturalmente pagandoli profumatamente. Purtroppo quasi 10.000 lavoratori sono caduti dalle impalcature, ma il loro santo sacrificio non è stato vano. Il Qatar ha i suoi 8 bellissimi stadi di calcio.

Naturalmente c’è chi, mentendo spudoratamente, accusa il Paese di NON rispettare i Diritti Umani. Tra questi le solite voci dei Gay, delle Lesbiche e naturalmente dei Transgender, che non perdono occasione per reclamare Diritti che la Natura ha loro negato, il cui diniego è ampiamente documentato sia nella Bibbia che nei Vangeli e naturalmente nel Corano.
Rivendicazioni assurde di rispetto e tolleranza che non possono trovare conforto nell’ameno Stato qatariota.
Il Qatar, esempio d’accoglienza dei Migranti, ha una popolazione di circa 2,5 milioni di Persone e altri 2,5 milioni di nuovi arrivati.

Questi ultimi godono di tutti i Diritti previsti dall’ONU. Possono mangiare una volta al giorno e bere due. Si possono muovere liberamente all’interno dei recinti a loro dedicati, possono fare sesso tra loro e le donne possono anche partorire. Hanno molto tempo libero dato che l’orario di lavoro è di sole 14 ore. Ne restano 10 per bighellonare sulle splendide spiagge anche se per ragioni d’inquinamento, è loro vietato di fare il bagno e sporcare l’acqua.

Recentemente è stato concesso il Diritto alle Donne di guidare l’auto.
Questo, ha naturalmente aumentato la pericolosità delle strade, ma il progresso ha i suoi costi.
Naturalmente le più “esagerate” hanno chiesto molto altro come la libertà di parola o di libera circolazione.
Ma sono le solite estremiste “dell’utero è mio” fantascientifica richiesta fuor di logica.
Quindi accomodiamoci in poltrona e gustiamoci lo spettacolo.

L’Italia saggiamente, per non partecipare ai mondiali in Qatar ritenuto “stato canaglia” ha preferito perdere contro la Macedonia pur di evitare d’essere compromessa in questa assurda diatriba sui Diritti.

D’altra parte Ponzio Pilato era romano.

Buona visione.