Luigi Di Maio

LA FURBIZIA RENDE?

DI LINA IAQUINTO

LINA IAQUINTO

 

Oltre a rappresentare uno schiaffo in piena faccia alla volontà dell’elettorato, la candidatura dell’UE di Luigi Di Maio a emissario nel Golfo chiarisce in modo netto la separazione tra il mondo reale, quello dei problemi legati al lavoro, alle bollette, alla salute, alla mancanza di attenzione per le necessità più elementari, e i circensi e questuanti che governano ad ogni livello i destini della gente.

La vicenda di Di Maio è significativa, e oggi ai disonori della cronaca, visti i comportamenti che lui ha avuto, perché ha tradito non solo il gruppo politico di appartenenza, il M5s, in particolare Conte, l’imprevisto della politica italiana e anche americana. Ma i milioni di cittadini che hanno creduto potesse rappresentare – lui per davvero – la frantumazione di quel tetto di cristallo che opprime chi è senza speranza di potercela fare e che ha visto nella sua esperienza politica la possibilità del riscatto sociale.

Sia chiaro, lui non è il primo né sarà l’ultimo a ricevere il premio per i servigi resi al potere, non è casuale che molti di quelli che non vengono rieletti trovino sistemazione di rango.
Ultimo, in ordine di tempo, è Sgarbi, non rieletto in parlamento, ha trovato pronta una comoda poltrona di sottosegretario alla cultura.
È scandaloso che persone non rielette vengano fatte rientrare dalla finestra, una beffa per gli elettori che pur non disponendo di una legge elettorale degna, favorevole all’espressione della loro volontà, hanno bocciato alcuni nomi.

Lo scollamento che il potere, non solo politico, realizza contro la società è arrogante e sguaiato. Ormai non si preoccupa nemmeno di coprire con l’ipocrisia ciò che un tempo avrebbe destato riprovazione e generato condanna. Oggi tutto avviene sotto gli occhi di tutti, senza che ciò sposti in maniera sostanziale il sentire generale, perché almeno negli ultimi decenni la collettività vive una sorta di ubriacatura che le fa eleggere a modello uomini e azioni che stanno concretizzando la sua stessa fine.

Perciò anche lo stigma per il comportamento di Di Maio e i suoi tradimenti ai cittadini finirà. Si comincerà a pensare, mentre non si hanno i soldi per fare la spesa, che in fondo ha fatto bene, che la furbizia rende, confondendola con l’intelligenza. Ma è evidente che questa società preferisce le vie brevi…