carta terrestre

IL SOGNO DEL CONTRAPPASSO

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Ho appena fatto uno di quei sogni pieni di dettagli che rimangono vividi nella memoria.

In Europa era scoppiata la guerra nucleare, solo alcune grandi città del nord come Londra e Berlino erano state distrutte ma l’atmosfera si era riempita di radioattività che spinta dai venti avanzava lentamente verso l’Italia. Gli uccelli cadevano a terra stecchiti e sui loro corpi si ammucchiavano mucche e pecore che avevano brucato l’erba ormai contaminata.

Sembrava che tutta l’umanità fosse condannata a una morte lenta per fame e malattie fino a quando la gigantesca nuvola radioattiva non arrivò alla latitudine di Casablanca, nel Nord del Marocco.
A quella latitudine cominciano a soffiare gli Alisei, quei venti che spirano con forza da est a ovest per tutto l’anno, gli stessi che consentirono alle caravelle di Colombo di attraversare l’Atlantico.

Per farla breve, la nuvola radioattiva non riuscì a superare la fascia equatoriale, in parte rimase stagnante sull’Europa e in parte fu soffiata via verso gli Stati Uniti. In pratica tutto il mondo occidentale per sopravvivere fu costretto a rifugiarsi in quei territori che fino a ieri considerava la propria discarica, gli Stati Uniti verso il Sud America e L’Europa verso l’Africa.

Nessuno chiese un visto d’ingresso o fece richiesta d’asilo, semplicemente montammo armati fino ai denti sui nostri aerei, sulle nostre navi e sui nostri mezzi terrestri e “invademmo” il sud del mondo. Una strana invasione perché i brasiliani, i keniani, gli ecuadoriani, i namibiani, persino i poverissimi costaricani e mozambicani ci accolsero a braccia aperte.
Quasi quasi mi piacerebbe che accadesse davvero.