BANDIERE DEL MONDO

NEGOZIATI VICINI? TROPPO TARDI, PER MOLTI ASPETTI

DI GIUSEPPE SALAMONE

GIUSEPPE SALAMONE

 

Tutti gli indizi ci portano a credere che dei passi in avanti, nei negoziati, si stiano facendo. Da qualche giorno non si parla più di possibili minacce nucleari, sono terminate le provocazioni e gli attacchi terroristici stile Nord Stream, i Russi lasciano Kherson, Zelensky che dopo aver firmato un decreto per vietare i negoziati dice alla CNN di non aver mai chiuso a possibili trattative (si, l’ha detto davvero!), in USA ad alti livelli sono divisi se continuare questa guerra (consiglieri di Biden) o portare al tavolo gli Ucraini (vertici militari). Insomma, qualcosa sembra si stia muovendo anche se non accadrà domani mattina.

L’interesse a stelle e strisce è sempre lo stesso, mantenere il conflitto a “bassa intensità” in modo che non degeneri, per poter tenere sotto controllo il governo Ucraino che inizia a sentire puzza di bruciato, e lasciare la corda corta all’Unione Europea per portare a termine il piano di distruzione economica. Nell’Unione regna il caos, l’Italia che se le suona con la Francia per quattro poveri disgraziati, la Germania che mette miliardi per sostenere la propria economia fottendosene altamente degli altri, e gli stati dell’est che cercano continuamente un pretesto per poter placare la loro pericolosa Russofobia.

Alla Russia, in questo momento, riuscire a portare al tavolo delle trattative gli USA non dispiacerebbe; non dispiacerebbe perché territorialmente controlla tutte le regioni annesse a parte Kherson, e non dispiacerebbe soprattutto perché è riuscita a rimpiazzare i clienti per la vendita delle loro materie prime in altri mercati all’infuori di quello Europeo, soprattutto quelle energetiche. Questo dimostra che con questa guerra, la Russia non è stata né affondata economicamente tantomeno isolata. Anzi, direi proprio che si sia rafforzata, basti anche vedere i risultati economici che non corrispondono con gli auspici dei sottosviluppati occidentali, soprattutto i minorati Europei. Ha stretto ancora di più i legami con la Cina, o forse sarebbe meglio dire che a buttarli tra le braccia Cinesi siamo stati proprio noi; e si trova dentro i BRICS che ogni giorno diventano più numerosi e più forti economicamente.

Se andiamo a vedere a livello mondiale quanti Stati si siano schierati contro la Russia, ci rendiamo conto che l’isolamento colpisce il blocco occidentale, non quello Russo. Io non credo (in parte) che le informazioni sbagliate su questa guerra ce le avesse la Russia, vedendo come si sta evolvendo questa disputa, credo invece fortemente che a far male i conti siano stati proprio gli occidentali, UE in prima fila, Italia non pervenuta. Ed infatti, seguendo le politiche guerrafondaie a stelle e strisce, possiamo ampiamente vedere che mentre si andava avanti con la disputa RUSSIA-NATO, più la Russia stringeva rapporti con il resto del mondo e più gli USA rompevano le balle alla Cina usando come pretesto la questione Taiwan. Ed è lì che a breve si sposteranno le mire imperialistiche statunitensi, proprio perché la Cina è la potenza economica più forte di quel blocco il quale si è rafforzato in modo spaventoso soprattutto negli ultimi mesi.

La nascita del mondo multipolare oggi passa dalla Cina, e qualcuno, abituato a comandare e a dettar legge, non può assolutamente permetterlo; costi quel che costi. In tutto questo, l’Unione Europea è la grande sconfitta senza aver subito alcun attacco militare, nemmeno con un minicicciolo. Sarebbe dovuta essere l’occasione per compattarsi, sciogliere la NATO ed organizzare una difesa comune non subalterna all’alleanza Atlantica, ma una difesa che sostituisse questa organizzazione guerrafondaia che è il braccio armato degli USA. Hanno scelto invece di suicidarsi economicamente staccandosi dalla Russia, e allo stesso tempo hanno resuscitato la NATO che era morta e non aveva più un solo motivo per esistere.

Si potrà giungere anche tra qualche minuto ad un cessate il fuoco, ma a noi membri dell’Unione Europea non cambierà nulla. Saremo schiavi e colonie delle stelle e strisce più di prima, proprio perché rispetto a prima avremo una variabile che fino ad oggi non si era ancora diffusa a macchia d’olio: la fame, la povertà e l’economia in frantumi. E queste tre cose porteranno a tensioni e destabilizzazioni che inevitabilmente divideranno gli stati membri. Queste destabilizzazioni saranno frutto di un tentativo di rafforzamento in politica interna, poiché fuori dai confini, ogni singolo stato Europeo non avrà nessuna forza e nessuna voce. E la dimostrazione lampante ce l’abbiamo sotto gli occhi, basti vedere quello che sta succedendo in queste ore tra Italia e Francia.

Ci aspettano tempi bui. Del resto, con una classe politica la cui punta di diamante è vista in gente come Mario Draghi, cosa potevamo aspettarci se non questo?