bandiere Francia e Italia

LA QUERELLE ITALIA VS FRANCIA

DI CLAUDIO KHALED SER

CLAUDIO KHALED SER

 

I rapporti fra Italia e Francia non sono mai stati idilliaci.

E’ un film già visto e messo sugli schermi europei fin da quando Roma occupò la Gallia.

C’è un’antipatia di fondo che è sfociata a volte nella guerra sul formaggio e altre volte sulle bollicine del vino e, giova ricordarlo, anche sull’accoglienza (senza estradizione) di rifugiati politici indagati nel nostro Paese per terrorismo.

Insomma, ci siamo sempre messi di traverso nonostante i forzati accordi, nonostante le visite amichevoli e le forti strette di mano come accaduto recentemente tra Macron e Meloni.

Il “legittimo pretesto” stavolta è una nave con 230 Persone a bordo.

Poca cosa se riferita agli oltre 9.000 Persone sbarcate “clandestinamente” sulle coste italiane.

Ma è una questione di principio.

E qui varrebbe la pena di stabilire quali sono i principi.

PRINCIPIO 1

Le Persone in mare, su imbarcazioni insicure a rischio di naufragio, vanno salvate. E su questo NON si discute.

PRINCIPIO 2

Le Persone devono essere accompagnate in un porto sicuro, indipendentemente dalla nazionalità della nave che le ha tratte in salvo.

PRINCIPIO 3

L’Italia NON può essere considerata destinazione finale. NON può farsi carico da sola dell’arrivo di TUTTI i migranti che da soli o attraverso le navi umanitarie arrivano sul suo territorio.

PRINCIPIO 4

L’Europa deve provvedere a ricollocare parte di queste Persone nei vari Stati, togliendo l’onere della collocazione ad un solo Paese.

PRINCIPIO 5

Gli accordi di ricollocamento NON possono essere interrotti per ripicche nazionali, giocate sulla pelle delle Persone.

Stabilito questo, è evidente che le responsabilità per l’attuale crisi fra i due Paesi, ricadono su entrambi i fronti.

E qui DEVE intervenire l’Europa precisando a chiare lettere gli intendimenti, obbligando i Paesi ad attenersi alle Regole sopra scritte.

L’accoglienza è un PRINCIPIO IRRUNUNCIABILE, ma lo è anche il ricollocamento equo dei Migranti sul territorio europeo.

Se viene meno questo accordo e si lascia l’Italia sola a fronteggiare le ondate di sbarchi, non si fa altro che gettare benzina nazionalista sul fuoco dell’immigrazione.