sANTANCHé

SANTANCHE’ E QUEL PAPA’ UMILIATO

DI GIANCARLO SELMI

Giancarlo Selmi

 

La signora Daniela Garnero Santanchè, oltre che essere l’attuale Ministro del Turismo in evidente conflitto d’interessi, è la stessa che apostrofò ed umiliò in diretta televisiva un padre di tre figli percettore di reddito di cittadinanza. In quella occasione, la nostra, sollevò perfino problemi di moralità, giungendo a gridare contro il malcapitato la seguente invettiva: “Non è dignitoso nei confronti dei suoi figli avere un padre che sta a casa e che prende 950 euro al mese senza lavorare. I genitori hanno il compito di educare i loro figli e di essere un esempio per loro. E lo dico da madre: lei è un pessimo esempio per i suoi figli.

In questi giorni sta esplodendo rumorosamente, il caso del fallimento della casa editrice “Visibilia”. Società per Azioni quotata in borsa, della quale la signora Garnero Santanchè è stata Presidente ed Amministratore Delegato. Leggendo i giornali che stanno parlando della vicenda, pare che i reati ipotizzati dagli inquirenti siano molteplici e vadano dalle false comunicazioni sociali (reato gravissimo per una società quotata in borsa), all’aver posto in cassa integrazione a zero ore incassando i relativi contributi, durante il periodo COVID, alcuni dipendenti che in realtà non avrebbero mai smesso di lavorare. Una vera e propria truffa, qualora fosse provata, ai danni dello stato.

La signora Santanchè afferma di non essere indagata e minaccia querele.

Va detto che per tre mesi il giudice inquirente può esimersi dalla sua iscrizione del registro degli indagati. Va detto che la stessa Santanchè si è liberata delle quote societarie a favore del suo compagno, qualche mese fa. Compagno che risulta essere l’attuale Presidente della società in fallimento. Va aggiunto però, che i fatti in indagine, siano relativi a periodi storici in cui la Santanchè era Presidente ed Amministratore della società in fallimento, con tutte le funzioni proprie delle cariche.

Ciò che la Santanchè non può contestare è l’esistenza dell’atto di pignoramento emesso dal Tribunale di Milano (vedere foto sotto), relativo ad un debito che la signora Santanchè non aveva pagato. Pignoramento eseguito e poi bloccato da una istanza presentata con la motivazione della “difficile situazione economica della debitrice”, allo scopo di ottenere la rateazione dello stesso debito. Istanza inspiegabilmente accolta (la debitrice era una parlamentare a 15.000 euro al mese ed era già socia del Twiga).

Insomma: chi può dare lezioni a chi? Quali sono gli esempi da dare ai figli? Cosa potrebbe rispondere oggi, il padre umiliato in diretta televisiva?