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IL NAUFRAGIO DELL’UMANITA’

DI CLAUDIO KHALED SER

CLAUDIO KHALED SER

 

Chiariamo subito un concetto: le Persone recuperate in mare dalle navi umanitarie sono Naufraghi. E sono anche Migranti, ma una Persona che è a rischio della vita su di una barca in mezzo al mare in balia delle onde, è un Naufrago. Qualcuno, che abbia più pazienza di me, lo spieghi a salvini & co. Soccorrere in mare chi si trova in difficoltà (naufrago) DEVE essere salvato e portato al sicuro. Considerarlo un migrante in viaggio di piacere su di una nave da crociera, è da deficienti. Così com’è da deficienti voler stabilire se è fragile o meno. Questo per chiarezza.

E comunque stiamo parlando del 10% delle Persone in arrivo nel nostro ospitale Paese Civile.
L’altro 90% arriva con barche e barchini in partenza dalle coste nordafricane, come le due piccole imbarcazioni partite anche ieri sera dalle coste tunisine e dirette in Sicilia.

Mi pare chiaro che il “problema” non è bloccare le navi, ma le barche. Il Ministro Minniti erroneamente eletto nelle file del PD anziché in quelle di Forza Nuova, aveva sottoscritto un “memorandum” con i libici (?) per arrestare e deportare nei lager chiunque si metteva in mare. Ovviamente dietro lauto compenso.

Questo accordo criminale, tuttora in vigore dato che é stato tacitamente rinnovato, autorizzava la deportazione delle Persone nei Campi di prigionia libici, senza nessuna tutela dato che era ed è vietato l’ingresso a qualsiasi organizzazione umanitaria, desiderosa di capire che fine facevano i prigionieri.
In pratica è lo stesso metodo usato per gli ebrei dopo l’entrata in vigore delle Leggi Razziali fasciste.
Li si metteva sui treni piombati affermando che andavano in vacanza in Baviera.
Non era esattamente così.
E non lo è nemmeno oggi.
E’ semplicemente aberrante che un simile accordo sia stato scritto e firmato da uno eletto nelle file della sinistra (?) al potere.
Se si vuole limitare l’effetto (migrazione) si devono rimuovere le cause (povertà).
Diceva il mio amico Gino ; “Con quello che spendete in UN SOLO GIORNO DI GUERRA, si possono costruire ospedali, scuole, strade e fabbriche. UN SOLO GIORNO in cambio di un futuro.”
Quindi quello che manca, non sono i soldi da destinare ai Paesi Poveri, ma la volontà politica di farlo.
E ancora oggi stiamo discutendo SE e QUANTE armi dobbiamo inviare a qualche Paese in guerra.

Ancora oggi stiamo dilapidando un patrimonio in bombe anziché in trattori. Ancora oggi sovvenzioniamo una guerra che oltre all’altissimo costo di vite umane, provocherà una massiccia ondata di profughi in fuga dalla distruzione.

Ma è più facile distruggere che costruire.
Tanto poi i “carichi residuali” li sbattiamo in qualche centro di accoglienza che è solo un’anticamera della fuga perché NESSUNO LI ACCOGLIE, ma li tiene li in attesa che scappino per raggiungere altre mete.
NON abbiamo MAI fatto una Politica dell’Accoglienza.
NON abbiamo mai dato ai Migranti nessuna possibilità di integrazione.
NON siamo stati capaci in tutti questi anni, di ridare fiducia a chi è fuggito dalla sua terra proprio in cerca di questo.
Ma continuiamo a fabbricare e a vendere armi, sperando che un giorno non le usino contro di noi.