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IL GIORNO IN CUI ARRESTARONO HITLER

DI RINALDO BATTAGLIA

RINALDO BATTAGLIA

 

Tra la sera dell’8 novembre 1923 e la mattina del giorno 9 avvenne a Monaco il fallito golpe chiamato in tedesco ‘Bürgerbräu-Putsch’ ovvero ‘il golpe della birreria’.
Pensate: tutto partì da una birreria e neanche tanto la principale della città e meno ancora della Baviera.

A dirigere i ‘lavori’ fu il capo e fondatore del partito nazista (il Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori) il cui nome farà tremare, una quindicina di anni dopo, il mondo intero: Adolf Hitler.

Iniziò tutto quando i suoi nazisti, al suo comando, si spostarono dalla birreria di Monaco verso la sede del Ministero della Guerra bavarese. Chiaro anche l’obiettivo: rovesciare il governo legalmente in carica nella Baviera e da lì marciare su Berlino. Un ‘copia e incolla’ della marcia su Roma che il suo maestro ed ispiratore, Benito Mussolini, aveva positivamente portato a termine solo un anno prima.
Del resto i maestri servono per insegnare e gli allievi per imparare e copiare.
E anche qui tutto si contava sull’apporto – più o meno accondiscendente – delle forze armate e di reparti degli ex combattenti della Grande Guerra, delusi ora dalla Repubblica di Weimar. Questi reparti di vecchi nostalgici si erano già da tempo riuniti in organizzazioni paramilitari, più o meno vietate e clandestine, denominate “Corpi Franchi” (Freikorps) e si richiamavano apertamente al grande generale Erich Ludendorff. Il numero uno dell’esercito del Kaiser e il numero uno della grande sconfitta militare del novembre 1918.

Come a Roma il 28 ottobre 1922: un gruppo di violenti ed assassini, guidati da chi urlava più forte, che riuscirono in breve a coinvolgere, più o meno passivamente, l’esercito del Re.

Hitler era fortemente convinto che l’esercito (Reichswehr) e la polizia, composti fondamentalmente da ex-combattenti, non avrebbero mai osato aprire il fuoco su un corteo in marcia guidato anche dal generale Erich Ludendorff, colui che li aveva comandati durante la guerra. Anzi avrebbero dovuto unirsi al grande generale e combattere di nuovo ai suoi ordini. Così nelle previsioni di Hitler. Marcia su Roma docet.

Ma Monaco non era Roma, e il potere legale tedesco di allora non era quello ‘reale’ di Vittorio Emanuele III. Ed era la cosiddetta ‘Repubblica di Weimar‘, da sempre, ritenuta quale simbolo della debolezza e della fragilità costituzionale.

La mattina del 9 novembre, anniversario della proclamazione della Repubblica di Weimar, Hitler ed Erich Ludendorff marciarono alla testa di una colonna di circa tremila uomini, fino a che verso mezzogiorno il corteo si avvicinò al Ministero della guerra. Qui però venne bloccato da un distaccamento di un centinaio di poliziotti armati di fucili e fu poco importante la presenza al comando del gen. Ludendorff.
La polizia aprì il fuoco: gli ordini ricevuti erano stati chiari. Finirà con 14 morti e un imprecisato numero di feriti tra i ‘rivoltosi’, Hitler e Ludendorff arrestati e il ‘Partito Nazionalsocialista Tedesco dei
lavoratori’ dichiarato fuori legge.
Hitler nell’aprile del 1924 verrà poi condannato a cinque anni di carcere nella prigione di Landsberg am Lech, situata a 80 chilometri di distanza da Monaco di Baviera. Qui Hitler scriverà il ‘Mein Kampf’ (La mia battaglia) e solo il 30 gennaio 1933 raggiungerà il potere. Poi cosa successe è purtroppo già ben noto.

Una cosa ci insegna il ‘Golpe della Birreria’: il potere di allora decise di opporsi e non imparentarsi coi rivoltosi, per quanto minacciosi e violenti che fossero. Per almeno 10 anni la cosa funzionò.

Chissà cosa sarebbe successo da noi se il Re avesse firmato, all’alba del 28 ottobre 1922, l’ordine dello stato d’assedio già preparato dal governo di Facta, legalmente allora al potere. E la polizia avesse distinto il rispetto della legge da un colpo di stato antidemocratico ed illiberale.
Certo: coi ‘se e coi ‘ma’ non si fa la Storia, però la domanda rimane. Anche se poi l’allievo fallito arriverà ugualmente al potere e raccoglierà in società anche il maestro italiano, sua guida e musa ispiratrice. E da allora si spalancheranno le porte al più grande fallimento che l’umanità abbia mai vissuto.

8 novembre 2022 – 99 anni dopo – Rinaldo Battaglia

Foto storica coi principali congiurati di Monaco: si riconoscono Hitler, Ludendorff e Röhm

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