caduta del muro di Berlino

CADUTO IL MURO DI BERLINO SE NE ERESSE UN ALTRO

DI GIUSEPPE SALAMONE

GIUSEPPE SALAMONE

 

Quel 9 novembre del 1989 sarebbe dovuta essere la data della rinascita di un intero continente. La caduta di quel muro avrebbe dovuto rappresentare la fine della contrapposizione tra est e ovest, la fine della guerra fredda e la fine di decenni vissuti sotto il terrore. Quella è stata la data che ha riacceso i sogni e le speranze di un popolo intero. Tutti volevano che quel muro andasse giù, e giù lo hanno buttato.

Caduto quello fisico, ne è stato eretto uno più subdolo, più grande e più insormontabile. Un muro “trasparente” che ha (ri) condannato il vecchio continente ad una nuova guerra, la terza guerra mondiale. Quest’ultimo muro non è composto di mattoni, ma è rappresentato dalle banche, dalle lobby e dal consumismo: si chiama capitalismo il quale è il padrone dei nostri destini, delle nostre case e del nostro continente intero.

Dovevamo costruire l’Europa dei popoli ed invece si è costruita la società dell’individualismo, dell’arroganza, dell’egoismo e della sopraffazione. Noi, cittadini dell’ovest avremmo dovuto fare uno sforzo in più per “integrare” i nostri fratelli dell’est, invece abbiamo usato quella gente ed i loro territori come testuggine verso un nemico costruito ad arte con anni di bugie e propaganda. Dovevamo costruire un’Europa unita ed invece abbiamo messo le basi per sgretolarla definitivamente ed irrimediabilmente.

Questo è successo perché i leader che si sono susseguiti in Europa non hanno avuto e continuano a non avere quella libertà ed autonomia che serve per poter portare a termine il sogno dei cittadini Europei. Quella del 9 novembre di 33 anni fa sarebbe dovuta essere la data dell’inizio di un sogno; ma vedendo il corso della storia, pare proprio sia stata l’inizio della fine. Io ci credo ancora, ci voglio credere e mi batterò affinché un giorno quel sogno possa realizzarsi.

“I HAVE A DREAM”: Europa unita dall’Atlantico agli Urali!