guerra totale

L’UNIONE FA LA FORZA?

DI MARIO PIAZZA

Mario Piazza

 

Ci sono stati nella storia molti popoli o parte di essi che davanti ad aggressioni insopportabili hanno saputo mettere da parte le divisioni interne per combattere più efficacemente l’invasore.
Lo hanno fatto gli Italiani fondendosi nella Resistenza al nazifascismo, i Palestinesi contro l’invasione israeliana, lo hanno fatto le tribù dell’Africa australe contro il colonialismo europeo e molti altri.

Potrà sembrare esagerato ad alcuni eppure il mio “sentire” verso questo governo non è molto diverso da quello dei Partigiani, dei Palestinesi e degli Zulu. Ovviamente non è la terra che questo governo mi sta rubando ma è qualcosa di persino più prezioso, ciò che mi viene sottratto con la forza sono i valori in cui credo, sono la cultura, la socialità, il diritto, l’umana pietà, il rispetto, la verità.

Forse, ed è un “forse” grande come una casa, è arrivato anche per il mio popolo il momento di mettere da parte le cose che lo dividono per organizzare un fronte comune, un terrapieno che possa fermare queste quotidiane ondate distruttrici. Un terrapieno che veda compattarsi tutte le forze antifasciste senza eccezioni, dai centri sociali fino ai “liberal” in salsa berlusconiana, dai sindacati alle ACLI, dalle università alla Coldiretti.

Il “forse” di prima non riguarda la gravità della minaccia su cui ho delle ferree certezze, a farmi dubitare è la mole di porcherie che i miei potenziali alleati hanno perpetrato nel recente passato. Dovrei scordarmi del Jobs Act, dei lager libici, dello smantellamento progressivo dello stato sociale, dei Decreti Sicurezza, delle conferenze in Arabia Saudita e di un carico di ingiustizie e ruberie che farebbero impallidire Satanasso in persona.

Devo pensarci sopra con molta attenzione, tutti noi sinceri antifascisti dovremmo farlo.